Migranti, la Regione pronta a chiedere il rilascio dell'ex hotel Lanterna

 

Rollandin interviene sui progetti di un hub per l'accoglienza dei profughi: "rischio di tensioni nella comunità"

AOSTA. "Spiace essere arrivati a questo punto, soprattutto per l'assenza di attenzione da parte degli uffici ministeriali che hanno dimostrato di voler ignorare ogni rapporto costruttivo con le realtà territoriali". Lo afferma in una nota il presidente della Regione, Augusto Rollandin, commentando la risposta del sottosegretario Domenico Manzione sulla realizzazione di un centro di accoglienza per i profughi all'ex Hotel Lanterna di Saint-Pierre.

Il Ministero ha già predisposto il progetto esecutivo prevedendo di terminare la prima fase dell'intervento nel primo semestre 2016, ma la decisione secondo Rollandin "rischia quantomeno di creare tensioni nella comunità e, ancora, di generare criticità per i migranti già ospitati in Valle".

Nella nota è spiegato che già a giugno il prefetto Mario Morcone, Capo del dipartimento libertà civili e immigrazione, parlò della realizzazione dell'hub regionale all'ex albergo. "Già in quella sede - dice il presidente della Regione - ho evidenziato l'assoluta inadeguatezza della struttura ad accogliere qualsiasi persona e avevo rappresentato la richiesta che la Presidenza della Regione e il Comune di Saint-Pierre fossero comunque informati su qualsiasi iniziativa relativa all'immobile, tanto più che il Tribunale di Torino nel settembre 2014 aveva sancito che il Ministero dell’Interno non fosse il legittimo proprietario del complesso".

A fine ottobre la Regione, in sintonia con il sindaco di Saint-Pierre, ha ribadito la contrarietà della scelta dal momento che l'ex Lanterna era inserito nella road map sottoposta alla Commissione europea sui centri di accoglienza migranti. "In considerazione del fatto che il Ministero non ha ancora dato risposte – conclude Rollandin – abbiamo provveduto ad un ultimo sollecito. In assenza di riscontro, saremo costretti a richiedere l'esecuzione della sentenza di Torino che, tra le altre determinazioni, ha previsto il rilascio dell'immobile da parte del Ministero".

 

Marco Camilli

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