REGIONALI   SPECIALE ELEZIONI  COMUNALI

Il vice presidente del Consiglio Valle Cognetta respinge le accuse: "non mi sono venduto"

 

"Il tempo sarà il miglior giudice, il resto sono chiacchiere da bar"

AOSTA. "Non mi sono venduto, non ho fatto inciuci né altri tipi di scambi. Il tempo, come al solito, sarà il miglior giudice e i cittadini che seguiranno il mio lavoro vedranno se quanto affermo oggi sarà vero. Il resto sono chiacchiere da bar". Così Roberto Cognetta il giorno dopo l'inaspettata elezione a vice presidente del Consiglio regionale che ha fatto infuriare il collega dei 5 stelle Stefano Ferrero.

"Il nostro Movimento, nel prossimo futuro, si candida a governare l'Italia e la Valle d'Aosta - dice il vice presidente -: è quindi nostro dovere entrare in tutte le istituzioni per conoscerle, valutarle e migliorarle, perché senza conoscenza non si può né criticare né proporre" afferma Cognetta spiegando motivando il fatto di aver accettato di assumere la carica.

Cognetta interviene anche sull'indennità economica collegata al mandato: "preciso che dal 1° gennaio 2016 ho bloccato il mio stipendio a 2500 euro più i contributi di 500 euro. Tutta la parte eccedente rimane nelle casse del Consiglio regionale nel fondo creato nella finanziaria del dicembre 2015 che mette a disposizione dei cittadini, che possono accedere alla legge per il reddito minimo, gli avanzi degli stipendi dei consiglieri. Per quanto mi riguarda parliamo di circa 90.000 euro annui".

"Sono certo quindi - conclude il neo vice presidente - che sarò giudicato per il mio lavoro e non per le chiacchiere da bar: lavorerò con il mio solito impegno per controllare il lavoro delle Istituzioni regionali e per proporre i miglioramenti necessari volti ad aumentare la trasparenza e le modalità con cui servono il cittadino. A riveder le stelle…"

 

M.C.

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