Alpe contro la riorganizzazione delle scuole superiori di Aosta: "è uno spreco"

 

Preoccupazione per l'abbandono del Maria Adelaide, i costi dei progetti e le conseguenze sulle attività commerciali del centro - VIDEO

AOSTA. Progetti calati dall'alto senza programmazione e senza raccordo con la realtà cittadina, interventi temporanei che diventano improvvisamente definitivi e causa di spreco di denaro pubblico. Sono alcune delle accuse mosse dall'Alpe al governo regionale riguardo ai progetti per le scuole superiori di secondo grado di Aosta.

Con il dossier sull'edilizia scolastica - che sarà presentato a studenti, genitori, insegnanti, commercianti e cittadini tutti in un incontro pubblico il 17 giugno, alle 20.30, all'Hotel des Etats - Alpe intende rilanciare il suo ruolo di oppositore politico in Regione e in Comune, due Amministrazioni «che hanno la stessa maggioranza, ma che non sanno l'una cosa fa l'altra» ha accusato il presidente dell'Alpe Alexis Vallet in una conferenza stampa nella sede del movimento.

Il riferimento è appunto al nuovo piano di riorganizzazione delle scuole superiori che nei prossimi anni porterà al trasferimento di centinaia di studenti dal centro alla periferia della città, alla realizzazione di nuovi grandi plessi scolastici periferici ed all'abbandono di edifici centrali e storici come il Maria Adelaide. «Per farne cosa? - si è chiesto Loris Sartore, consigliere comunale - Nuovi alloggi? Aosta ne ha già 300 invenduti. Oppure centri commerciali che faranno aumentare il traffico in centro?».

Una delle preoccupazioni riguarda le conseguenze sull'economia cittadina dello spostamento di oltre mille studenti dal centro alla periferia. La presenza dei ragazzi apporta benefici alle attività commerciali ed il caso del Maria Adelaide è emblematico. Inoltre, hanno sottolineato gli esponenti di Alpe, «creare il più grande polo scolastico della città a Tzamberlet, dove è presente il più grande polo sportivo aostano, è del tutto inadeguato. Per non parlare della cementificazione del territorio».

«La programmazione ha un effetto domino che durerà fino al 2020. Il Maria Adelaide resterà vuoto e la sua alienazione è assurda e inconcepibile. Le scuole superiori devono restare nel tessuto urbano» ha ribadito la consigliera regionale Patrizia Morelli. Secondo Alpe «la priorità è investire per adeguare gli edifici scolastici esistenti ai canoni costruttivi odierni». Morelli ha fornito alcuni dati: «la ristrutturazione dell'ex Ipr è costata 7,5 milioni, quella del Maria Adelaide costerebbe 12 milioni secondo quanto dichiarato dall'assessore Bacceca in Consiglio regionale e la costruzione della nuova scuola a Tzamberlet ne costerà 23 più le spese impreviste: questo si chiama spreco».

 

Elena Giovinazzo

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