Caccia, parere favorevole in Commissione al nuovo disegno di legge

 

Il relatore Follien: "promuove le specificità venatorie della Valle d'Aosta". Alpe: "testo non rispetta la volontà dei cacciatori"

AOSTA. Il contestato nuovo disegno di legge sull'attività venatoria prosegue il suo iter verso l'approvazione in Consiglio regionale. Il testo ieri ha incassato il parere favorevole a maggioranza della Commissione Assetto del Territorio.

Davide Follien (Uv), relatore del disegno di legge, illustra il testo: «le modifiche alla disciplina della caccia mantengono la coerenza con l'impianto della legge regionale del 1994 che ha legato maggiormente il cacciatore al territorio, e vanno nella direzione di promuovere le specificità venatorie del territorio valdostano, razionalizzare la spesa e snellire le procedure. Riguardo al prelievo - spiega -, è stabilito che dal 1° gennaio 2018, i capi prelevabili in una determinata circoscrizione siano assegnati ai cacciatori appartenenti alla stessa e siano ripartiti, prioritariamente, nelle sezioni comunali cacciatori situate nel territorio di riferimento. Fino a tale data, al fine di garantire una quota media di prelievo pro-capite omogenea in tutte le circoscrizioni venatorie e un'equilibrata distribuzione dei cacciatori nel territorio regionale, è previsto che i capi prelevabili in una determinata circoscrizione siano assegnati ai cacciatori appartenenti alla stessa fino al raggiungimento della media di prelievo pro-capite regionale, mentre i capi eccedenti siano assegnati a cacciatori di altre circoscrizioni.»

Il gruppo Alpe ha votato contro il testo perché «non rispetta la volontà dei cacciatori valdostani e vanifica il lavoro di confronto portato avanti dall'Assessore Testolin con le rappresentanze dei cacciatori stessi - dicono i consiglieri Patrizia Morelli ed Albert Chatrian -. In Commissione, abbiamo presentato un emendamento, respinto, volto a riconoscere questo percorso di condivisione: la nostra proposta intendeva garantire a tutte le circoscrizioni venatorie una quota di prelievo non inferiore a quella più bassa tra tutte le circoscrizioni, proprio per rispettare quell'importantissima attività di censimento che i cacciatori svolgono e che testimonia del legame che li unisce ai loro rispettivi ambiti. Oggi, ancora una volta - concludono i due consiglieri -, dobbiamo constatare che il nuovo patto di maggioranza ha cancellato ogni coerenza rispetto a quanto sostenuto fino ad ora: nessuno è d'accordo, ma tutti si adeguano.»

 

E.G.

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