L'assessore alla Sanità Viérin: "usiamo il francese come atout e non come freno"

 

L'assessore torna sulla prova in francese per il comparto sanitario: "valorizzare prima le competenze tecniche" -  VIDEO

AOSTA. "Riconosciamo le professionalità locali e, anche economicamente, le competenze linguistiche ai medici che le hanno. Ma che questo non sia il parametro determinante per selezionare i professionisti sanitari di cui abbiamo grande bisogno in Valle d'Aosta a detrimento delle competenze tecniche". Lo afferma l'assessore regionale alla Sanità Laurent Viérin ribadendo, in una nota, quanto anticipato ieri nella video intervista di Aostaoggi.it sull'obbligo di conoscenza della lingua francese per il comparto sanitario.

La rivoluzione preannunciata da Viérin è "uno spunto da portare sui tavoli tecnici e politici, come elemento di riflessione per rilanciare l'attrattività di operatori altamente qualificati di cui la sanità ha bisogno" si legge nella nota. "Uno degli elementi - sicuramente non l'unico - per tornare ad essere attrattivi potrebbe essere quello di valorizzare soprattutto le competenze tecniche, ancora prima di quelle puramente linguistiche" aggiunge Viérin.

Vierin-laurentfotogr"Il francese", sottolinea l'assessore Viérin, "è un grande atout: usiamolo come tale e non come un freno se vogliamo far venire in Valle i migliori professionisti del settore socio-sanitario, magari ragionando sulla valorizzazione della conoscenza del contesto culturale e territoriale nel quale si viene ad operare e vivere. Pur essendo profondamente convinto dell’importanza della nostra particolarità storico-linguistica, reputo utile, in questo periodo storico, fare un passo avanti e privilegiare, per il settore sanitario ed esclusivamente per i medici, le competenze professionali rispetto a quelle linguistiche".

"Sono sicuro che ci sono altri modi e sedi per difendere degnamente la nostra Autonomia ed il francese - conclude la nota -. Oggi dobbiamo lavorare per una riorganizzazione del settore rivedendo anche questa questione affinché non sia tabu e affinché il francese non diventi una barriera o qualcosa che divide, ma qualcosa che premia".

 

Marco Camilli

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