Pubblicato da Eurispes un rapporto che fotografa le tante criticità della professione infermieristica a livello nazionale e regionale

La Valle d'Aosta è tra le regioni italiane dove la professione di infermieri paga di meno, ma anche quella con numero maggiore di libero professionisti che non lavorano anche come dipendenti. È quanto emerge dal rapporto sui "Nuovi modelli organizzativi del lavoro nell’area infermieristica" pubblicato da Eurispes per analizzare una delle criticità strutturali del sistema sanitario italiano.
Gli stipendi medi
A livello nazionale "lo stipendio medio della professione infermieristica si attesta a circa 32.400 euro, con differenze territoriali non trascurabili", osserva il rapporto.
La Valle d'Aosta si colloca nella parte bassa della classifica insieme alle regioni del Sud Italia. Lo stipendio medio nella nostra regione è di circa 30.100 euro, lo stesso dato della Sicilia. La media è inferiore soltanto in Calabria, Campania e Molise (ultima in classifica con 26.200 Euro).
Gli stipendi medi più alti sono pagati in Trentino Alto Adige (€ 37.200), Romagna (€35.900) e Toscana (€35.600).
Carenza quantitativa
L'Italia registra una media di 6,9 infermieri ogni 1.000 abitanti, al di sotto della media europea di 8,9. Il dato nazionale nasconde delle differenze significative tra le regioni. La forbice va dagli oltre 8,6 infermieri ogni 1.000 abitanti del Lazio ai 5,2 della Campania. La Valle d'Aosta è in linea con la media nazionale con 69,8 infermieri attivi ogni 10.000 abitanti.
"La composizione per età della forza lavoro infermieristica - spiega il rapporto - aggiunge un ulteriore elemento di valutazione al quadro finora delineato. Il grafico 3 mostra come la maggior parte degli infermieri attivi in Italia si concentri tra i 40-59 anni, fascia prevalente del personale in quasi tutte le regioni. A livello nazionale, gli infermieri con meno di 40 anni costituiscono circa un terzo del totale, mentre la quota di professionisti con 60 anni e più risulta più contenuta, ma comunque rilevante in prospettiva".
Disponibilità di professionisti autonomi
La Valle d'Aosta si contraddistingue per il valore più elevato di liberi professionisti "puri" rispetto alla popolazione (quasi 8 su 10.000 residenti). Questa realtà è particolarmente diffusa tra gli infermieri rispetto alle colleghe infermiere. Di conseguenza la Valle è anche una delle regioni con la minore quota di professionisti con doppia attività, autonoma e dipendente.
In tutta Italia "gli infermieri liberi professionisti costituiscono una componente sempre più rilevante del mercato del lavoro sanitario, soprattutto alla luce della crescente domanda di prestazioni domiciliari, territoriali e socio-sanitarie", rileva il rapporto.
Lavoro all'estero
Il rapporto Eurispes conferma come, negli ultimi anni, un numero sempre maggiori di professionisti ha preferito cercare lavoro all'estero. Il Regno Unito è la meta preferita, 44% seguito dalla Svizzera, 24%. Per la Francia la quota è del 6%.
"Il dato evidenzia come la mobilità internazionale degli infermieri italiani sia orientata prevalentemente verso sistemi sanitari caratterizzati da una domanda elevata di personale, condizioni retributive più competitive e, in alcuni casi, maggiori opportunità di valorizzazione professionale", sintetizza il rapporto.
Quali soluzioni
Secondo le conclusioni del rapporto, per trovare delle soluzioni alla criticità del mondo infermieristico serve "intervenire contemporaneamente su quantità, organizzazione, riconoscimento e qualità del lavoro. La sfida non è tanto o soltanto "avere più infermieri", quanto costruire condizioni affinché questi possano esercitare pienamente il proprio ruolo, essere trattenuti, trovare nel SSN un contesto professionale attrattivo, stabile e valorizzante, contribuendo alla trasformazione dell’assistenza territoriale. Solo un approccio integrato, capace di tenere insieme autonomia, tutele e programmazione, è in grado di trasformare la crisi attuale in un’occasione di riforma strutturale del lavoro infermieristico".
E.G.




