Oggi pomeriggio 331 posti letto occupati: l'azienda sanitaria riunisce l'unità di crisi. Tanti accessi tra anziani e codici a bassa priorità

Riunione dell'unità di crisi dell'Azienda Usl della Valle d'Aosta per la gestione dell'emergenza. Tema discusso: il sovraffollamento del pronto soccorso dell'ospedale Parini.
Il direttore sanitario Mauro Occhi afferma: «La costituzione di un'unità di crisi significa l'istituzione del coordinamento centrale unico tra decisori e il personale operativo. Si tratta di una misura utile all’assunzione di decisioni rapide finalizzate a gestire le risorse disponibili e ad impartire comunicazioni necessarie per fronteggiare la situazione di crisi. Attorno alle necessità del Pronto Soccorso, convogliate tutte le risorse, ospedaliere ed extraospedaliere, incluse le possibilità di assistenza a domicilio».
«Tutto questo - prosegue Occhi - non eviterà purtroppo le attese ai pazienti che si presentano con le patologie di minore gravità, ma assicura che lo sforzo del personale sia diretto verso le priorità e che i dati provenienti dalle sale del Pronto Soccorso vengano rapidamente convogliati verso chi può sostenerne lo sforzo anche dall'esterno».
Già ora il pronto soccorso si basa su una risposta assistenziale complessa che coinvolge anche personale del 118, dell'elisoccorso, l'équipe di sala operatoria, anestesia e rianimazione, i reparti specialistici, le strutture sanitarie di Variney e Perloz e l'ospedale di comunità. Non è però abbastanza. "Nonostante questo straordinario sforzo organizzativo - dice l'Usl -, permane una situazione di criticità sulle attese. Alle 15:45 di oggi i letti occupati risultano 331. L’elevato numero di ricoveri rende estremamente difficile garantire un rapido turnover".
A peggiorare la situazione è il fatto che la maggior parte degli accessi al pronto soccorso riguarda anziani con patologie croniche e persone con colpi di calore, disidratazione e problemi legati al caldo. Queste situazioni richiedono spesso una osservazione prolungata e il possibile ricovero ospedaliero. Così la rotazione dei pazienti rallenta ancora di più. In tanti casi inoltre la persona che si rivolge al pronto soccorso ha problematiche di bassa priorità, ovvero codici bianchi, verdi e azzurri che potrebbero essere presi in carico dagli ambulatori delle Case della salute di Morgex, Aosta, Châtillon e Donnas e dagli ambulatori medici e infermieristici a libero accesso presenti nelle località turistiche.
Per garantire l'attività chirurgica non differibile destinata ai pazienti con patologie oncologiche, alle urgenze e ai traumi maggiori, l'Unità di crisi sta valutando per periodi di tempo limitati "un'ulteriore riduzione dell'attività chirurgica programmata non urgente, misura che consentirebbe di liberare ulteriori posti letto e risorse assistenziali da destinare ai pazienti più critici. Si tratta di una decisione particolarmente difficile, perché comporterebbe inevitabilmente un ulteriore allungamento dei tempi di attesa per interventi già programmati".
L'Usl chiede "la collaborazione di tutta la comunità" per migliorare la situazione. L'invito è a presentarsi in pronto soccorso solo per reali condizioni di urgenza-emergenza e a prestare attenzione alle persone anziane e fragili, soprattutto durante le ondate di calore, per prevenire episodi di disidratazione, colpi di calore e malori dovuti appunto alle alte temperature.
Marco Camilli


