Sale giochi e slot in crisi: il terrestre perde terreno (anche a Saint Vincent)

Dalle AWP al Casinò di Saint-Vincent, il settore tradizionale del gioco attraversa una fase di trasformazione profonda anche in Valle d’Aosta, dove a domina l’online.


Il settore del gioco terrestre continua a perdere quota in Italia e i dati relativi al 2025 confermano una crisi ormai strutturale. A evidenziarlo sono i numeri pubblicati da Giochidislots sugli apparecchi da intrattenimento, che mostrano un netto ridimensionamento della raccolta legata a AWP e VLT rispetto al periodo pre-pandemico. Una tendenza che interessa l’intero Paese e che coinvolge indirettamente anche realtà storiche come il Casinò de la Vallée, impegnato da anni in un percorso di rilancio e trasformazione.

Secondo quanto riporta il noto sito, il comparto delle slot fisiche continua a rappresentare circa la metà delle entrate complessive del gioco pubblico italiano, ma il declino appare evidente: nel 2025 la raccolta complessiva ha registrato un calo superiore al 6% rispetto al 2024 (addirittura del 35% rispetto al 2019). Anche il gettito erariale ha subito una forte contrazione: -1,4 miliardi di euro rispetto ai livelli pre-Covid. Le AWP, le tradizionali slot presenti in bar e sale giochi, sono il simbolo più evidente di questa crisi: se nel 2017 la raccolta superava i 25 miliardi di euro, nel 2025 è scesa sotto i 15 miliardi. Dopo la timida ripresa del 2022 il settore ha continuato a perdere terreno anno dopo anno. Hanno resistito meglio le VLT, ma anche qui la crisi è ormai evidente: 16 miliardi di euro di raccolta, senza più segnali di crescita.

Dietro questi numeri, si nasconde un cambiamento più profondo nelle abitudini dei giocatori: sempre più utenti si spostano verso il digitale, attratti da piattaforme online considerate più moderne, accessibili e personalizzabili, e soprattutto da bonus, giochi immediati, payout competitivi e dalla possibilità di utilizzare smartphone e dispositivi mobili. A incidere sono anche le limitazioni territoriali introdotte negli ultimi anni da molte amministrazioni locali, con restrizioni su orari, distanze dai luoghi sensibili e aperture di nuove sale. Misure pensate per contrastare il gioco problematico ma che, secondo molti operatori, hanno finito per accelerare il trasferimento dei giocatori verso il web.

È in questo scenario che si deve inserire la parabola del Casinò di Saint-Vincent, una delle realtà storiche più importanti del nostro paese: pur appartenendo a un segmento diverso rispetto alle sale slot diffuse sul territorio, il casinò si confronta con le stesse trasformazioni del mercato e negli ultimi anni la struttura ha dovuto puntare sempre di più su eventi, turismo, intrattenimento e hospitality per ampliare il proprio pubblico e ridurre la dipendenza dal gioco tradizionale. L’esempio di Saint Vincent, che ha recentemente introdotto il poker live nella sua offerta, sarà sempre di più un nuovo modello di business in chiave tecnologica e turistica dal momento che oggi non basta più offrire apparecchi o tavoli da gioco. I clienti cercano esperienze integrate, ambienti moderni e servizi complementari. E per una regione turistica come la Valle d’Aosta, il futuro del settore potrebbe passare proprio dalla capacità di trasformare luoghi storici come il casinò in poli di intrattenimento più ampi, legati non solo al gambling ma anche all’accoglienza e agli eventi. Un futuro diverso dal passato, certo, ma che permetterebbe a molti casinò e ai loro lavoratori di sopravvivere.

 

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