Chi arriva a Saint-Vincent trova un casinò in piena attività, mentre a Courmayeur o a Cogne, per quanto turistiche, non ce n'è nemmeno uno. La differenza sta nel codice penale, che vieta l'azzardo agli articoli 718 e seguenti, e in eccezioni scritte una per una. Sono quattro in tutta Italia: Saint-Vincent, Sanremo, Venezia e Campione d'Italia, e da decenni non ne apre una quinta.
Quattro eccezioni, nessuna regola
Le sale esistono perché ciascuna ha ottenuto una deroga con un atto proprio: un regio decreto-legge del 1927 per Sanremo, uno del 1933 per Campione d'Italia, uno del 1936 per Venezia.
Saint-Vincent è il caso più singolare. La sala aprì nel 1947 su un decreto del presidente della Giunta regionale. Secondo la ricostruzione fatta dalla stessa Regione davanti alla Corte costituzionale, una base legittima arrivò solo con la legge 1065 del 1971. Nella sentenza 185 del 2004 la Corte ha definito lacunoso e disorganico l'assetto delle case da gioco e ha chiesto al legislatore di intervenire. Una legge generale che dica dove se ne possano aprire altre non è mai arrivata, e il numero è rimasto quello. La sala, intanto, funziona: a settembre ha chiuso con incassi vicini a 5,8 milioni di euro, il secondo miglior risultato degli ultimi cinque anni.
Il gioco online segue un'altra strada
Chi oggi passa dal tavolo verde allo schermo trova un'offerta che non si misura in quattro sale ma in una cinquantina di portali. Il gioco a distanza non dipende da deroghe territoriali ma da concessioni: al termine della gara chiusa nel 2025 l'ADM ha assegnato 52 concessioni a 46 operatori, valide nove anni, e ognuna corrisponde a un solo portale. L'ingresso costa 7 milioni di euro, contro i circa 200mila del sistema precedente.
Chi gioca da casa, a differenza di chi entra in sala, trova strumenti pensati per limitare la spesa, dai limiti di deposito all'autoesclusione, temporanea o definitiva: li riassume la sezione sicurezza della guida ai casinò online legali in Italia di Online-Casinos.com, accanto alle regole sulla pubblicità del settore.
Cosa resta sul territorio
A Saint-Vincent la Regione detiene quasi tutto il capitale della società, il 99,96%, e il risultato economico del 2025, circa 8,46 milioni di euro, è sceso dai 16,41 milioni dell'anno prima. Online il peso è meno visibile ma c'è: l'indagine di Federconsumatori, Cgil e Fondazione Isscon rilanciata a settembre conta in Valle d'Aosta 294 conti di gioco online attivi ogni mille residenti, mentre la sala resta una sola.
