Ciclismo, cordoglio della Federazione ciclistica per la scomparsa di Gioele Bravo

Il ventenne era stato atleta di mountain bike prima di lasciare la Valle d'Aosta per inseguire il suo sogno


Gioele Bravo

AOSTA. Anche il Comitato valdostano della Federazione ciclistica italiana si unisce al cordoglio per la morte di Gioele Bravo, il ventenne di Quart vittima dello schianto di un ultraleggero avvenuto ieri in provincia di Siracusa.

«Gioele è stato per molti anni un tesserato della nostra Federazione», ricorda la presidente Francesca Pellizzer. «Aveva iniziato con i Giovanissimi, nell’Orange Bike Team, poi era passato nel Cicli Lucchini, nel PilaBike Planet per concludere, nel 2017, nell’Rdr Factory Team. Aveva ottenuto risultati agonistici di rilievo, poi aveva lasciato la Valle per inseguire il suo sogno: diventare pilota di aerei».

«Gioele era stato un ‘mio’ atleta nella stagione 2014/2015, nel Cicli Lucchini - aggiunge -. Era il maggiore di quattro fratelli e la cura, l’affetto, la delicatezza e il senso di responsabilità che aveva nei loro confronti era impagabile. Non posso che rivolgere, a nome mio personale e di tutto il Direttivo del Comitato valdostano, le più sentite e sincere condoglianze ai suoi genitori e ai suoi amatissimi fratelli. Sono, siamo tutti molto scossi dalla tragica fatalità, tutto il movimento del ciclismo della nostra regione e, in particolare, tutto il settore giovanile soffre per la comparsa di Gioele: non è mai ora, ma a vent’anni è davvero troppo presto per lasciare la vita terrena».

Nell'incidente aereo è morto anche l'istruttore, Stefano Baldo.

 

 

 

C.R.

 

 

 

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