La Regione si rivolge alla Valle d'Aosta per incrementare il flusso d'acqua e aiutare l'agricoltura
Temperature elevate e assenza di precipitazioni preoccupano il vicino Piemonte. Decine di Comuni stanno regolamentando la gestione dell'acqua attraverso apposite ordinanze e in alcune zone si ricorre alle autobotti per assicurare il rifornimento. Il problema riguarda tanto l'uso umano quanto l'uso agricolo e, per quest'ultimo in particolare, il Piemonte si è rivolto anche alla Valle d'Aosta per avere maggiori rifornimenti.
Lunedì la Regione Piemonte ha riunito il tavolo per l'emergenza idrica. Il presidente Alberto Cirio ha spiegato: «Il caldo e l’assenza di piogge stanno determinando un’emergenza da affrontare con attenzione soprattutto per quanto riguarda l’agricoltura. Su questo non possiamo aspettare nemmeno un minuto e siamo al lavoro con la Regione Valle d’Aosta e il Canton Ticino per chiedere di aumentare la fornitura di acqua che viene immessa in Piemonte per l’uso agricolo».
In base ai monitoraggi dell'Arpa piemontese, a luglio 2026 il territorio è in condizioni di siccità "severa" nel bacino del Po a monte della confluenza con la Dora Baltea. Le risorse idriche superficiali sono ridotte del 37% rispetto alla media del periodo. Nella prima decade del mese in corso gran parte delle sezioni idrometriche considerate presentano deficit superiori al 40%. In particolare, il Po a Isola Sant’Antonio ha registrato una portata media di 62 metri cubi al secondo, pari a un deficit del 75% rispetto allo storico.
C.R.




