Processo Altanum: tra omicidi, faide, omicidio la Valle d'Aosta è protagonista

 

carabinieri AOSTA. Nel leggere, anche se sommariamente, le 700 pagine della custodia cautelare del processo Altanum (nome preso a prestito dall'antico insediamento fortificato tra Cittanova e San Giorgio Morgeto), che si sta svolgendo con rito abbreviato al Tribunale di Regio Calabria, viene il sospetto che tra la ‘ndrangheta presente in San Giorgio Morgeto e quella presente in Aosta ci sia una stretta parentela.

Il processo è arrivato alle fasi finali. Il P.M. ha avanzato le richieste della pena dell'ergastolo per tre imputati: Giuseppe Facchinieri, 'O professore, Roberto Raffa e Giuseppe Chemi. I tre personaggi erano già conosciuti alle cronache giudiziarie della Valle d'Aosta perché condannati per la tentata estorsione in danno della Edilsud dei fratelli Tropiano.

Rinfreschiamoci la memoria. Il 2 ottobre 2010 un ignoto davanti alla porta dell'impresa Edilsud, posò una tanica con della benzina e, vicino alla bocca senza tappo della tanica, un accendino. Simpatico gesto della serie "ti svampo l'ufficio", tanto per usare il verbo "svampare" utilizzato in una intercettazione del processo Geenna. Come si dice un gesto vale più di mille parole.

Giuseppe Tropiano, meglio conosciuto come "Pino" chiese l'intervento del 113, centralino della Polizia, ma il caso volle che a intervenire fossero i Carabinieri, competenti in quel momento del settore in cui era compreso Charvensod, sede dell'impresa.

La domanda se il gesto poteva essere riconducibile alla costruzione del parcheggio multipiano dell'ospedale, in sostanza se l'appalto avesse potuto aver acceso gli appetiti di criminali anche non valdostani, fu respinta con decisione dal Tropiano. La Edilsud era socia della San Bernard S.r.l. nonché impresa costruttrice per l'importo di svariati milioni di euro.

I Carabinieri hanno in comune con la ‘ndrangheta una virtù: “la pazienza”. Inoltre "non buttano via niente" e si ricordavano che tra i dipendenti della Edilsud c'era un tale Vincenzo Raso dei “Raso Zuccaro”, persona che era emersa nella stracitata indagine “Lenzuolo” perché sospettato essere affiliato, e persona di rilievo del locale della ‘ndrangheta di Aosta.

Le indagini fornirono seri elementi che dietro al gesto intimidatorio ci fosse l'ombra della criminalità organizzata. Iniziarono così le indagini coordinate dalla D.D.A. della Procura della Repubblica di Torino.

Per farla breve, i Tropiano diedero un colpo al cerchio e un colpo alla botte. Da una parte da bravi cittadini denunciarono il fatto ai Carabinieri e dall'altra incaricavano i fratelli Raso di intraprendere indagini private. I Tropiano si dimenticarono di riferire ai Carabinieri che tempo prima avevano ricevuto una lettera, mai trovata, da parte di un ignoto. Lo stesso ignoto lo ricordava al telefono in una drammatica telefonata, intercettata, nella quale chiedeva ai Tropiano se avessero deciso di pagare o meno.

La trattativa fu condotta dai fratelli Raso: Michele, noto trasportatore che a cadenza quindicinale trasportava merce dalla e per la Calabria a chiunque nel faceva richiesta, e Salvatore.

Fu una trattativa lunga, difficile. I Raso notificarono ai loro “clienti” che esiste un codice, secondo il quale per ogni appalto o grosso lavoro si deve il 3% dell'importo al feudatario, in questo caso la famiglia Facchineri. Chi sono i Facchineri?

Sono una tristemente nota famiglia della ‘ndrangheta. La loro fama è dovuta alla faida ventennale che li ha visti contrapposti ai Raso-Albanese-Gullace. Da questa faida uscirono perdenti e la guerra fu stata interrotta dall'imposizione delle maggiori famiglie della ‘ndrangheta. Fu stata una faida terribile: nemmeno i bambini furono risparmiati. Michele e Domenico Facchineri, di 12 e 9 anni. La ricostruzione del loro abbattimento fa venire la pelle d'oca, soprattutto quello di Domenico che nel tentativo di ottenere pietà si nascose dietro un cumulo di sabbia e alzò le mani. Il suo corpo fu trovato con la testa sfigurata da un colpo di fucile caricato a lupara. La loro unica colpa era il cognome.

Per questo motivo, la famiglia Facchineri visse una diaspora tra la Calabria e altre Regioni d'Italia, tra cui la Valle d'Aosta, per leccarsi le ferite e riorganizzarsi. Fra di loro c'era anche Giuseppe Facchinieri, detto ‘O professore, il cui cognome fu storpiato per un errore anagrafico. Si era stabilito a Marzabotto sull'Appennino dell'Emilia-Romagna. Il Professore, dopo aver scontato una lunga detenzione, meditava vendetta e la possibilità di un riscatto. In Valle d'Aosta un suo parente lo aiutò, Roberto Raffa, coniugato con una Facchineri, titolare di un'azienda di costruzioni edili. Insieme a Giuseppe Chemi architettò il tentativo di estorsione ai danni di Tropiano e di Luigi Monteleone dell'Archeos. Il delitto doveva servire a stabilire la loro supremazia in Valle d'Aosta al posto dei Raso - Zuccaro. Salvatore Raso però esagerò nella trattativa, probabilmente non rispettò le regole. Il 16 settembre 2011 venne trovato trucidato a colpi di pallettoni vicino a casa. Aveva 46 anni, una moglie e un figlio.

Il suo omicidio è rimasto ad opera ignoti, ma il sospetto che fosse legato alla trattativa è forte.

I Carabinieri, oltre a non buttare via niente, hanno il vizio di parlarsi, di scambiare informazioni. Così i colleghi di San Giorgio Morgeto, anche con il materiale fornito dai colleghi valdostani, iniziarono un'indagine sul locale della ‘ndrangheta di San Giorgio Morgeto. Così si è arrivati al processo che hanno chiamato "Altanum".

Leggendo le carte di Altanum è interessante notare molti nomi già emersi in indagini valdostane: oltre ai Raso, Roberto Raffa, in contatto con Marco Sorbara, e Gianluca Cammareri, arrestato insieme alla moglie per spaccio di stupefacenti spedita dalla Calabria da Salvatore Napoli, detto "Padre Pio" (indagine Calabrorum Consortio). Come dimenticare Giuseppe Facchineri, detto "Scarpina", che aveva trascorso parte della misura della sorveglianza speciale a Gressan, aiutato da parenti lì residenti. Tutti nomi e vicende già oggetto di indagini dei Carabinieri di Aosta del Nucleo Investigativo.

Secondo l'accusa del processo Altanum, Raffa insieme a Facchinieri e Chemi avevano deciso l'omicidio di Salvatore Raso e la decisione era nata nell'ambito del tentativo di estorsione alla Edilsud e Archeos. La richiesta di condanna all'ergastolo fa tremare la pelle e anche il trucidare un uomo alla schiena non è da meno, considerato anche che si definiscono "uomini d'onore" o "cristiani", ma non sono altro che esseri umani di cui il resto dell'umanità si vergogna.

 

 

Cesare Neroni

 

 

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