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Covid, la Valle d'Aosta in bilico tra zona arancione e gialla

Il presidente della Regione ha chiesto la zona gialla dal 17 maggio, ma tutto dipende dai dati della Cabina di regia

 

Aosta

AOSTA. Da lunedì la Valle d'Aosta potrebbe essere l'unica regione italiana ancora colorata di arancione da lunedì 17 maggio. I parametri presi in considerazione dalla Cabina di regia infatti potrebbero non essere sufficientemente positivi per permettere l'ingresso nella fascia di rischio inferiore.

Il presidente della Regione Erik Lavevaz ha scritto al ministero della salute Roberto Speranza chiedendo di collocare la Valle d'Aosta in zona gialla, come il resto d'Italia, alla luce dell'andamento dell'epidemia. Con la lettera scritta a Roma le autorità regionali mettono in evidenza l'indice Rt inferiore a 1 da un mese, i dati sulla situazione dell'ospedale regionale che sono «molto buoni» e l'incidenza dei nuovi casi positivi «intorno a 150 su 100.000 abitanti».

Insomma, secondo la Regione la Valle d'Aosta ha le carte in regola per essere gialla. Nelle prossime ore, quando sarà pubblicato il report di monitoraggio di Iss e Ministero della Salute, si saprà se le autorità nazionali sono dello stesso parere.

L'ingresso in zona gialla è atteso da ristoranti, bar e attività di ristorazione in genere. I locali che hanno a disposizione uno spazio all'aperto infatti potranno nuovamente ospitare i clienti ai tavoli. Per gli altri rimarrà possibile lavorare con l'asporto e la consegna a domicilio. Queste regole al momento valgono fino al 31 maggio. Dal 1° giugno il consumo al tavolo sarà possibile anche al chiuso fino alle ore 18.

In zona gialla inoltre i musei riaprono; eventi e spettacoli possono avere un pubblico (con numeri limitati) purché organizzati all'aperto; le fiere possono essere organizzate in presenza, le manifestazioni si svolgono in forma statica mantenendo il distanziamento sociale.

 

 

Elena Giovinazzo

  

 

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