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Siccità, decretato lo stato di grave pericolosità per incendi in Valle d'Aosta

Sanzioni fino a oltre 4mila euro per chi infrange i divieti

 

Incendio

Con decreto firmato dal presidente della Regione è indetto da oggi lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio della Valle d'Aosta.

Il provvedimento è legato «all'andamento meteo-climatico dell'ultimo periodo», riferisce l'assessorato all'agricoltura e risorse naturali. «In tutto il territorio regionale è quindi vietato a chiunque accendere fuochi, abbruciare stoppie o altri residui vegetali, dar fuoco alle discariche di rifiuti e usare inceneritori sprovvisti di abbattitore di scintille».

Le sanzioni amministrative per chi è sorpreso a violare i divieti possono raggiungere i 4.128 euro o essere anche più severe se l'accensione del fuoco causa situazioni di pericolo o danni a persone o cose.

Fino alla cessazione dello stato di eccezionale pericolosità (stabilito con apposito decreto) è inoltre vietato, nelle zone boscate e a una distanza inferiore a 50 metri da esse e in zone incolte: usare motori sprovvisti di scarico di sicurezza, nonché fornelli o inceneritori che producano favilla o brace; transitare con mezzi di trasporto dotati di motore a scoppio, su strade di carattere agricolo o forestale entro le zone boscate, fatta eccezione per coloro che abbiano diritto di accesso in quanto proprietari, usufruttuari o conduttori di fondo e loro familiari e ospiti, nella zona servita dalla strada, ovvero abbiano necessità di accedervi per ragioni di abitazione o dimora o lavoro o servizio; far brillare mine senza la preventiva autorizzazione da parte della Stazione del Corpo Forestale della Valle d’Aosta giurisdizionalmente competente; usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli;

«Tutte le accensioni che non siano espressamente vietate per legge, dovranno essere preventivamente autorizzate dalle competenti Stazioni del Corpo Forestale della Valle d’Aosta», precisa infine l'assessorato all'agricoltura e risorse naturali.

 

 

E.G.

 

 

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