Il presidente del Consiglio Valle ricorda le 39 vittime della rogo del 24 marzo 1999

«Il rogo del traforo del Monte Bianco rappresenta una ferita ancora viva nella memoria collettiva della nostra comunità e dell’intero arco alpino». Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio regionale della Valle d'Aosta, Stefano Aggravi, nel ventisettesimo anniversario dell'incendio del 24 marzo 1999.
«Oggi rendiamo omaggio alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che furono coinvolti in quella tragedia, rinnovando un impegno profondo verso la sicurezza, la prevenzione e la cooperazione internazionale», dichiara Aggravi.
L'incendio si propagò da un tir belga che trasportava farina e margarina. Fiamme, fumo e temperature altissime assieme a una serie di concause, come l'inadeguato sistema di ventilazione, resero la galleria una trappola mortale. Il personale antincendio impiegò più di due giorni per spegnere le fiamme e percorrere il tunnel in cerca delle vittime. Trentanove le persone che persero la vita, tra le quali sei valdostani: la famiglia Bovard - Maurilio, la moglie Nadia e la figlia Katia - Valter Pascal, Pierlucio Tinazzi e Stefano Manno.
«Quel tragico evento ha segnato un punto di svolta nella gestione delle infrastrutture e nella cultura della sicurezza dei tunnel - prosegue Aggravi -. Da allora, molto è stato fatto per garantire standard più elevati, ma il ricordo di ciò che accadde ci richiama costantemente alla responsabilità di non abbassare mai la guardia. Perché la prevenzione e l'attenzione alla sicurezza devono costituire una parte significativa dell'agenda di ogni livello di governo».
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