Presentata l'attività del 2025 dell'ufficio di Adele Squillaci per la difesa civica dei cittadini e come Garante di minori, detenuti e disabili
Procedure farraginose, comunicazioni poco chiare, diffidenza generalizzata e difficoltà nell'uso del digitale sono tra le cause più frequenti che portano i cittadini a rivolgersi all'Ufficio del difensore civico della Valle d'Aosta. Ne ha parlato il difensore civico Adele Squillaci presentando l'attività svolta dal suo ufficio nel 2025.
Lo scorso anno 107 utenti hanno presentato 283 casi all'attenzione dell'ufficio. «Dai colloqui con le cittadine e i cittadini - ha spiegato Squillaci - sono emerse perplessità e scarsa chiarezza nel modo di comunicare delle pubbliche amministrazioni, soprattutto per coloro in difficoltà economiche o privi degli strumenti culturali per tradurre un linguaggio complesso».
«Nella maggior parte dei casi, il confronto con la pubblica amministrazione conferma la correttezza delle procedure», ma «anche per l'anno 2025, rimane la difficoltà per alcuni utenti di comprendere ed entrare nell'iter amministrativo digitale». Emerge poi «scarsa fiducia nelle istituzioni» che, ha ipotizzato Squillaci, potrebbe essere dovuta anche alla «mancanza di risposte esaustive dovute anche alla carenza di organico e, in pochi casi, comunicazioni non chiare e coerenti».
Quasi sette casi su dieci approdati sul tavolo dell'ufficio hanno riguardato il Comune di Aosta (91 in totale). Seguono la Regione (84 casi), l'Usl (21), l'Agenzia delle entrate (15) e l'Inps (11). Quanto alle materie trattate, 88 casi hanno riguardato i rapporti istituzionali, 23 le sanzioni amministrative e altrettanti la circolazione stradale. Seguono l'impiego pubblico con 18 casi e i servizi sanitari con 12 istanze.
«Purtroppo - ha riferito Squillaci - alcuni cittadini affetti da patologie fisiche o mentali si sono rivolti all'Ufficio con e-mail quotidiane con un linguaggio offensivo, da cui traspare la rabbia degli utenti. Ciò ha comportato un significativo aggravio di lavoro e per un caso si è resa necessaria la segnalazione in Procura. L'impegno per i prossimi anni è di formare tutto lo staff per rispondere in maniera sempre più adeguata alle varie richieste e far conoscere il ruolo del Difensore civico soprattutto fra i giovani».
L'Ufficio del difensore civico in Valle d'Aosta ha anche altri delicati compiti in quanto svolge le funzioni di Garante dei detenuti, dei minori e delle persone con disabilità.
Risultano 41 casi esaminati come Garante dei diritti delle persone con disabilità, che sono stati proposti da 14 utenti con un'età media di 53 anni, e sette i casi trattati, portati da tre utenti, come Garante dei minori. Si aggiungono 73 istanze portate dai detenuti della Casa circondariale di Brissogne, di cui 42 riferiti alle condizioni di detenzione, e una da parte di un'operatrice che svolgeva attività nell'istituto penitenziario.
«Pur non essendoci problemi di sovraffollamento - ha sottolineato la Garante -, si registra ancora la mancanza di personale sia sul fronte amministrativo, in particolare un istruttore contabile, sia tra gli agenti di polizia penitenziaria. Non sono stati assunti agenti a copertura dei pensionamenti e sono state assegnate alcune agenti, pur in assenza di una sezione femminile».
«Fortunatamente - ha precisato infine Squillaci - le capacità e la professionalità del personale dell'istituto hanno impedito il verificarsi nel 2025 di atti autolesionistici e suicidi, fenomeno in continuo aumento nel resto d'Italia. Molto è stato fatto dal personale medico e dagli psichiatri, personalizzando le cure e centellinando la prescrizione di farmaci che possono creare dipendenza ed è stato attivato il servizio di telemedicina».
C.R.



