«Un testo del genere non è migliorabile, ma è soltanto uno sfacelo per la natura»

Con il voto odierno nelle Commissioni riunite Ambiente ed Agricoltura del Senato, la riforma sulla caccia si avvicina all'esame dell'aula di Palazzo Madama.
"Nel disegno di legge n.1552, nella versione finale emendata, è stato aggiunto alle specie cacciabili lo Stambecco", sottolinea la Lega Abolizione Caccia in una dura nota che definisce il testo una "riforma-vergogna".
Secondo la LAC "il senso generale delle modifiche è quello di dilatare in modo esasperato giorni, modalità e luoghi di caccia, realizzando una pressione venatoria assolutamente insostenibile per i residui ecosistemi naturali ed agricoli italiani".
Lo stambecco è stata finora una specie "particolarmente protetta grazie al ruolo dei Savoia, della riserva reale istituita nel 1836 e poi della nascita del Parco Nazionale del Gran Paradiso, che salvò la specie allora sull'orlo dell'estinzione". Oggi l'ungulato è proprio il simbolo del Parco Nazionale. All'inserimento dello stambecco tra le specie cacciabili si aggiunge all'inclusione dell'oca selvatica, oggi protetta. In parallelo, il lupo viene cancellato dall'elenco delle specie particolarmente protette.
La Lega Abolizione Caccia contesta anche numerose altre parti della riforma come l'apertura della caccia nelle foreste demaniali, la presenza dei cacciatori nel demanio marittimo, la massima mobilità regionale dei cacciatori di specie migratrici, l'apertura dell'attività venatoria nei valichi montani e sui terreni innevati. "Si introduce la caccia da natanti a remi - prosegue la LAC - e si autorizzano i sistemi di puntamento a conversione o amplificazione della luce residua (proibiti dalla Convenzione di Berna sulla vita selvatica, ratificata dall'Italia nel 1981)". Inoltre "si vuole abolire anche l'attuale opzione obbligatoria in forma esclusiva che prevede di scegliere stagionalmente fra tre tipi di caccia (vagante in zona Alpi, da appostamento fisso con richiami vivi, nelle restanti altre forme)".
Secondo la Lega "si è scelto di raschiare il fondo del barile anziché salvaguardare il patrimonio faunistico costituito dai mammiferi ed uccelli selvatici, solo per blandire il consenso di corporazioni egoiste e consumiste. Per la LAC un testo del genere non è migliorabile, ma è soltanto uno sfacelo per la natura. Occorre che non venga posto in votazione nell'aula del Senato".
C.R.



