Spaccio di droga anche durante il lockdown: 10 arresti della Guardia di finanza di Aosta

Quasi tutti gli arrestati precepivano anche il reddito di cittadinanza. L'attività gestita da Giuseppe Nirta

 

FeuDora

AOSTA. Sono dieci le persone finite in arresto grazie all'operazione condotta oggi dalla Guardia di finanza di Aosta per sgominare una banda considerata ben radicata sul territorio e dedita al traffico di cocaina ed eroina "black tar". A capo del gruppo criminale c'era, secondo le indagini, il noto pluripregiudicato Giuseppe Nirta: era lui a gestire lo spaccio tramite Giuseppe Ficara, altro personaggio molto noto alle forze dell'ordine e finito in carcere come altri due sospetti spacciatori, Sebastian Luhring e Massimo Penti.

Il centro del traffico illecito era il quartiere Dora di Aosta considerato dagli inquirenti una roccaforte di Nirta, quasi un feudo: dai qui il nome dell'operazione, FeuDora.

Come hanno spiegato il comandante regionale della Guardia di Finanza, Gen. B. Raffaele Ditroia, e il comandante del gruppo Aosta, ten. col. Francesco Caracciolo, le indagini si sono sviluppate in pieno lockdown e sono state condotte «con non poche difficoltà visto il periodo». Le limitazioni sugli spostamenti hanno reso complicato per gli investigatori muoversi sul territorio senza farsi notare, ma i finanzieri sono comunque riusciti ad intercettare e monitorare le persone finite in carcere così come gli altri sospetti spacciatori attualmente ai domiciliari - Christian Bredy, Adriana Chiambretti, Marco Casone, Giuseppe Zavaglia e Roberta Orru -  e i loro clienti - un centinaio quelli individuati. 

In questo modo è stato ricostruito il traffico di droga che proveniva direttamente dalla Calabria, al contrario di quanto abitualmente succede, e in quantitativi più importanti del solito, di 2,5 chilogrammi a rifornimento da rivendere interamente sul territorio regionale.

Ascoltando Nirta e Ficara fare i conti al telefono dei proventi delle vendite e dei costi, i finanzieri hanno stimato un giro d'affari di 70.000 Euro mensili e scoperto come, durante i due mesi di confinamento per la pandemia, il canale di Nirta era praticamente l'unico a far arrivare in Valle cocaina ed eroina "catrame nero", quest'ultima di pessima qualità e quindi anche più pericolosa per i consumatori. Intercettando le conversazioni telefoniche i finanzieri hanno sentito anche Nirta mentre diceva a Ficara di aumentare i prezzi durante il lockdown del "vino bianco" e del "vino nero", come veniva chiamato in codice lo stupefacente.

Come emerso dalle indagini ben nove dei dieci arrestati precepivano il reddito di cittadinanza (Bredy l'unico che non aveva fatto richiesta per il sussudio). Per tutti loro sarà chiesta la revoca, come già avvenuto nei confronti di Giuseppe Nirta che, sottoposto a misure antimafia e risultando nullatenente, era riuscito ad ottenerlo.

Gli arresti di oggi si sommano ad altri avvenuti nelle settimane scorsi anche nei confronti di Laura Ficara (sorella di Giuseppe) e Daniele Ferrari. A quest'ultimo a fine marzo erano stati sequestrati mezzo chilo di droga nascosta in auto insieme a zaffiri, contanti e orologi di valore situati in un locale considerato nella disponibilità di Nirta.

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Marco Camilli

 

 

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