Processo Geenna, nell'udienza di giovedì riflettori puntati su Saint-Pierre e Aosta

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Davanti alla corte sono sfilati gli amministratori comunali incluso il sindaco Centoz

 

Tribunale di AostaAOSTA. Nuova udienza in Tribunale ad Aosta, ieri, per il processo Geenna sulla 'ndrangheta in Valle d'Aosta. L'udienza è stata dedicata soprattutto ai Comuni di Aosta e di Saint-Pierre, il primo in Valle d'Aosta ad essere sciolto per infiltrazione mafiosa. Sono sfilati davanti alla corte gli amministratori dei due comuni.

L’amministrazione di Saint-Pierre è stata definita dal segretario comunale, Osvaldo Chabod, "disastrosa" al momento del suo insediamento. Il fatto di maggiore interesse è l'aggiudicazione dell'appalto per lo scuolabus affidato a Patrick Parleaz. Anche se l'imprenditore di Saint-Pierre risultava essere l'aggiudicatario, secondo l'accusa il servizio era di fatto eseguito da Addario Salvatore, titolare dell'impresa di trasporti Passenger S.r.l. di cui era socio anche Omar Vittone, all’epoca direttore del Tunnel del Gran San Bernardo, ed imparentato con Antonio Raso.

Intorno a questa vicenda, in pratica un subappalto non autorizzato a favore di Addario, si sono mosse secondo l'accusa situazioni poco trasparenti: ambasciate da parte dell'ex assessore Monica Carcea alla moglie dell'assessore Fontanelle per invitare il suo (all'epoca) collega a stare "tranquillo" e ambasciate da parte di un dipendente regionale che ricordava, sempre all'assessore Fontanelle, che non era corretto che lui si sentisse più valdostano che calabrese, quindi tradire la propria origine.

Sulle presunte infiltrazioni nel Comune di Aosta, tra i testimoni sentiti c'era il sindaco Fulvio Centoz a proposito dei suoi incontri con Antonio Raso per concordare un possibile sostegno elettorale. Centoz ha affermato di non aver stretto accordi e ha dichiarato che il consigliere regionale sospeso Marco Sorbara, ex assessore della giunta comunale, era un amministratore “difficile” da gestire, ma non ha mai notato nulla di strano. Il consigliere comunale Nicola Prettico, anche lui sospeso poiché coinvolto nell'indagine, era poi perfettamente in linea con le direttive del partito di cui fa parte.

 

M.C.

 

 

 

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