Recuperato il corpo ormai senza vita dell'alpinista caduto in un crepaccio sul Gran Paradiso

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La salma giaceva sotto un spesso strato di neve e ghiaccio

 

Soccorso in crepaccio

 

AOSTA. I soccorritori sono riusciti a raggiungere oggi pomeriggio l'alpinista caduto in un crepaccio a trenta metri di profondità sul Gran Paradiso lo scorso sabato mattina. L'uomo - C.D. le iniziali del suo nome - è deceduto.

Il corpo, siega la Centrale unica del soccorso, era ricoperto da uno spesso strato di ghiaccio e neve. Il materiale componeva il ponte di neve che è crollato facendolo precipitare nella spaccatura tra i ghiacci. 

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I soccorritori erano intervenuti sabato mattina per soccorrere lui e il compagno di scalata, rimasto ferito nel tentativo di trattenerlo in superficie. Avevano poi dovuto abbandonare la postazione di lavoro a causa dell'innalzamento delle temperature e del rischio di altri crolli. Ieri all'alba erano tornati sul posto per scavare e rimuovere le parti pericolanti del ponte di neve lavorando fino al pomeriggio. Stamane, per il terzo giorno, la missione è proseguita fino a quando il personale è riuscito a raggiungere il corpo ormai senza vita dell'alpinista.

La salma è stata portata a Courmayeur per le operazioni di riconoscimento.

 

Marco Camilli



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