Geenna, Raso: a mangiare da me venivano tutti. Qualcuno chiedeva una mano

Le dichiarazioni del ristoratore aostano sulla massoneria, sui rapporti con diversi politici e sull'olio di Giuseppe Nirta

 

tribunale di Aosta

AOSTA. Le richieste di sostegno da parte di diversi politici, l'adesione alla massoneria, i collegamenti con Giuseppe Nirta ucciso in Spagna tre anni fa: tocca tanti argomenti la testimonianza resa oggi in tribunale da Antonio Raso, ristoratore di Aosta accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso nell'indagine Geenna sulla 'ndrangheta in Valle d'Aosta.

Centoz, Sorbara e altri politici

Risponendo alle domande del suo avvocato, Ascanio Donadio, Raso ha spiegato che nell'aprile 2015 Fulvio Centoz, all'epoca candidato sindaco di Aosta, si recò insieme Salvatore Addario (attuale presidente di Cna Valle d'Aosta) nel suo ristorante La Rotonda per "chiedergli di votare tre persone".
Secondo la Dda, nei primi mesi del 2015 Raso propose a Centoz un accordo per avere voti in cambio di posti di lavoro che Centoz rifiutò.

La testimonianza del ristoratore tuttavia tira in ballo anche tanti nomi noti di politici a cui avrebbe fatto promesse elettorali: l'ex assessore di Aosta Marco Sorbara, ma anche "Zucchi, Ego Perron, l'avvocato Paolo Sammaritani, ma io non sono di alcun partito". nel suo ristorante "a mangiare venivano tutti, tutti tutti, dal M5s a Forza Italia, ringraziando a Dio il lavoro c'era" e "qualcuno chiedeva una mano". "Io - ha aggiunto - mi prestavo a tutti, ma mi sono sempre prestato a tutti, anche perché io ho un ristorante". E poi "loro promettono mari e monti perché io non devo promettere?"

Massoneria e 'ndrangheta

"Io non sono affiliato alla 'ndrangheta", ha detto Raso rispondendo alla domanda del presidente del collegio giudicante, Eugenio Gramola. Il ristoratore ha spiegato di aver fatto parte della massoneria aggiungendo che "col senno di oggi e di quello che ho visto posso dire che è l'accusa più schifosa, col senno di due anni fa non lo sapevo". Il ristoratore ha spiegato che "ero amico di Nicola Prettico. L'ho conosciuto perché lui, facendo parte della massoneria, poteva presentarmi a qualcuno e farmi entrare. La massoneria mi affascinava ma poi ho capito che era una cazzata". Ancora Raso: "mi aspettavo gente brava, sana", invece "spillavano soldi, pagai 3-400 euro l'adesione" e "andare a Mentone di sabato, dovendo tenere chiuso il ristorante, per me fu una mazzata".
Prettico, consigliere comunale di Aosta sospeso perché coinvolto in Geenna, "me lo aveva presentato Marco Fabrizio Di Donato", ha spiegato il ristoratore in risposta al pm di Torino, Valerio Longo. Di Donato è stato condannato pochi giorni fa nel processo con rito abbreviato a Torino.

 

L'olio di Giuseppe Nirta

Giuseppe Nirta, vittima di un agguato nel 2017 in Spagna, avrebbe contattato l'imprenditore Gerardo Cuomo per vendergli dell'olio. Nirta "veniva spesso a mangiare al ristorante", ha affermato Raso, e "mi disse che voleva vendermi dell'olio". Raso ha spiegato di aver rifiutato e Nirta gli avrebbe proposto di metterlo in contatto con l'imprenditore. "Chiamai Cuomo. Si sono incontrati da me", ha dichiarato il ristoratore.

 

Marco Camilli

 

 

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