Discarica di Pompiod, i gestori si oppongono alle ammende

La società Ulisse 2007 contesta il decreto penale di condanna: 'si basa su una norma tecnica superata da 15 anni'

 

AYMAVILLES. La società Ulisse 2007 presenta opposizione contro le ammende per 141.000 euro inflitte per la gestione della discarica di Pompiod e l'ipotesi di inquinamento ambientale nel sito di Aymavilles. In una nota, tramite l'avvocato Giovanni Landolfi, Ulisse 2007 parla di "equivoco generato dal riferimento a norme tecniche non più applicabili" ed afferma che "il decreto penale di condanna si basa su una normativa tecnica superata da 15 anni".

"L'autorità giudiziaria - si legge - ha ritenuto applicabile una normativa tecnica del 2005, che invece è stata sostituita dopo l'emissione dell'autorizzazione dell'impianto, e tutti i conferimenti accettati in discarica dal gestore a partire dall'avvio dell'impianto, nel 2018, sono conformi alla nuova normativa" e cioè il Decreto ministeriale del 27 settembre 2010 in materia di ammissibilità dei rifiuti in discarica. "Pertanto - sostiene la società - non ha alcun fondamento l'ipotesi di una trasformazione da discarica per inerti a discarica per rifiuti speciali non pericolosi, tanto più considerando come il sito di Pompiod avesse stipulato una specifica convenzione per i conferitori privati provenienti dai Comuni di Aymavilles e Jovençan".

Inoltre una consulenza tecnica della Procura depositata l'11 marzo ha "accertato che non esiste alcun elemento di inquinamento ambientale nell'area, tenuto conto anche della conformità delle concentrazioni del percolato, tant'è che il magistrato ha richiesto l'archiviazione di tale originaria contestazione" da cui era nato il sequestro del sito nel mese di novembre 2019.

"Su un totale di 696 partite per 19 conferitori, il consulente del PM ha contestato, per 6 di essi, una composizione dei rifiuti difforme rispetto alle soglie tecniche del 2005, quindi non più in vigore". Ulisse 2007 precisa "di aver sempre operato in stretta conformità alle normative vigenti, come dimostra anche l'assenza di contestazioni rispetto alle procedure di omologa dei conferitori attuate e agli accertamenti preventivi svolti, come richiesto dalla Regione Valle d'Aosta e come comunicati anche ad Arpa e al Corpo Forestale sempre prima di ammettere i rifiuti in discarica".

Tutta questa situazione ha "fuorviato anche i cittadini e la stampa, creando un allarme del tutto ingiustificato nei confronti di un impianto che ha operato perfettamente in conformità alle regole di tutela del territorio e alle prescrizioni del proprio titolo autorizzativo". Ora la società confida "nella pronta soluzione della vicenda processuale".

 

 

C.R.

 

 

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