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L'ex presidente dell'Ivat assolto dall'accusa di danno erariale

Enrico Bonomi era accusato di aver avvantaggiato una cooperativa artigiana di cui è consigliere

 

Corte dei Conti

La Corte dei conti della Valle d'Aosta ha assolto Ermanno Bonomi dall'accusa di aver causato un danno erariale di oltre 9 mila euro all'Ivat, l'Istituto Valdostano dell'Aritigianato di Tradizione di cui era presidente.

Secondo la procura regionale contabile Bonomi aveva sfruttato la sua posizione di presidente dell'Institut e di consigliere della Derby Legno Ceramica per incrementare il volume di affari di quest'ultima con un «anomalo incremento di conferimenti» nell'anno 2017 nell'ambito delle operazioni di commercializzazione di prodotti artigianali che l'Ivat può effettuare per conto terzi.

La sezione giurisdizionale della Valle d'Aosta non ha accolto la tesi dell'accusa. Il presidente dell'Ivat non ha poteri decisionali, evidenziano i giudici, e «non è dato sapere (...) quale condotta avrebbe posto in essere il convenuto Bonomi, nella sua qualità di presidente Ivat, in relazione ai rapporti commerciali intrattenuti con la società cooperativa artigiana Derby Legno Ceramica». I giudici evidenziano inoltre che «a fronte di un incremento di spesa sostenuta, l'Ivat ha anche acquistato della merce di cui non è dato sapere se sia stata venduta o meno». Per dare prova delle proprie accuse «la Procura avrebbe dovuto indagare circa il volume di vendite, da parte di Ivat, negli anni successivi e ciò al fine di dimostrare l'effettiva inutilità della spesa sostenuta».

L'accusa della procura contabile è stata respinta «per l'evidente non configurabilità di un danno erariale e per l'inesistenza di una condotta antigiuridica imputabile» a Bonomi, come si legge nella sentenza pubblicata nei giorni scorsi.

 

 

Marco Camilli

 

 

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