Dirigente regionale condannato dalla Corte dei Conti

 

Dovrà risarcire 119mila euro per una consulenza di 13 anni

AOSTA. E' stato condannato a risarcire la pubblica amministrazione di quasi 118.744 euro Rino Brochet, dirigente della Struttura Attività produttive e cooperazione della Regione, per l'affidamento di una consulenza dal 2000 al 2013.

La procura aveva calcolato un danno erariale pari a circa 237mila euro, tenendo conto anche dei tempi di prescrizione, ma i giudici hanno dimezzato la somma considerato "il ruolo della Giunta regionale nella causazione del danno".

La consulenza finita nel mirino della Corte dei Conti riguardava l'attività di vigilanza sulle cooperative ed era stata affidata ad un neolaureato in giurisprudenza che nel 1999 aveva fallito il concorso regionale per l'ottavo livello. I giudici nella sentenza affermano è condivisibile l'affermazione con cui la Procura considera responsabile il dirigente "per non aver segnalato i profili di illegittimità dei conferimenti degli incarichi ai vertici politici nella fase di proposta e aver reso il parere di legittimità delle deliberazioni di Giunta regionale che hanno poi determinato l'illegittima erogazione della spesa".

Inoltre dal 2011 al 2013 l'incarico era stato affidato sempre allo stesso consulente, risultato vincitore di una gara d'appalto per l'affido di servizi giuridici nel settore della vigilanza sugli enti cooperativi. Uno dei requisiti richiesti, che incideva sul punteggio di valtuazione, erano l'aver svolto per almeno due anni analoghi servizi a quelli appaltati. "tali condizioni rendevano difficile reperire altri candidati", afferma l'accusa, e infatti il consulente fu l'unico a presentare domanda ottenendo quindi l'incarico.

Dopo la denuncia del procuratore regionale della Corte dei conti su questo aspetto, ci fu un risvolto penale con un processo in tribunale di primo grado chiuso l'anno scorso con l'assoluzione "perché il fatto non sussiste".

 

redazione

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