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'Ndrangheta, la Svizzera restituisce 1 milione di proventi da narcotraffico

 

I soldi provengono da conti correnti confiscati alla famiglia Nirta

AOSTA. La Svizzera restituirà all'Italia circa un milione di euro ritenuti proventi del traffico di cocaina dal Sudamerica gestito da Giuseppe Nirta, personaggio ritenuto vicino alla 'ndrangheta.

Secondo quanto riportato da Corriere.it, i soldi si trovano su conti correnti confiscati definitivamente dalle autorità italiane e di cui gli inquirenti torinesi, che si sono occupati delle indagini, hanno chiesto appunto il rientro in Italia. Le autorità elvetiche hanno già respinto i ricorsi della famiglia ed il milione di euro che invieranno all'Agenzia nazionale dei beni sequestrati alla criminalità organizzata rappresenta circa la metà dei soldi confiscati per effetto dell'accordo bilaterale che permette alla Svizzera di trattenere circa il 50% della somma.

Ancora Corriere.it spiega che rimangono da "liberare" gli immobili dei Nirta situati a Quart confiscati definitivamente già due anni fa. L'Agenzia nazionale dei beni sequestrati lo scorso luglio ha emesso un'ordinanza di sgombero che la Regione, competente del caso, ancora non ha messo in atto.

Il nome di Nirta in questi giorni è stato anche legato all'inchiesta che ha portato all'arresto del procuratore capo facente funzione Pasquale Longarini e dell'imprenditore Gerardo Cuomo. Quest'ultimo in particolare avrebbe frequentato Nirta almeno fino a quando - stando a quanto riportato dal gip nelle carte dell'ordinanza di custodia cautelare - Longarini non lo informò di una indagine della Dda di Torino riguardante proprio la 'ndrangheta in Valle d'Aosta.

 

Marco Camilli

 

 

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