L'emergenza Coronavirus nei Comuni valdostani raccontata dai sindaci / parte 4

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Parlano i sindaci di Valsavarenche, Valpelline, Pré-Saint-Didier, Valgrisenche, Saint-Rhemy-en-Bosses, Torgnon, Valtournenche, Arnad e Saint-Vincent, Avise

 

Saint-Vincent

A Valsavarenche con il sindaco Giuseppe Dupont. «Gli abitanti di Valsavarenche sono chiusi in casa a causa delle strette restrizioni delle autorità, escono solo per le necessità, inoltre in questi giorni abbiamo la strada chiusa che ci isola ulteriormente dai contatti esterni. Al momento sono tranquilli, non abbiamo persone positive, e sono tutti molto osservanti delle normative. La solidarietà nei paesi di montagna c’è sempre stata, tra vicini ci si aiuta, nei villaggi si vive
ancora alla valdostana. Auguro ai miei cittadini di riuscire al più presto a ripristinare la viabilità inoltre spero tanto che tutti rimangano in buona salute».

Il sindaco Pierre Bonel ad Arnad spiega: «Come negli altri comuni, anche qui si rispettano le regole e si esce solo per necessità. Alcuni continuano le attività agricole: le vigne ad esempio devono essere potate. Tutti si sono muniti di protezioni. Il morale però è basso perché mancano i rendez-vous sociali».

Maurizio Lanivi a Valpelline. «Come altri comuni della Valle, anche nel mio si sono verificati alcuni casi di positività. La situazione ha creato qualche preoccupazione tra gli abitanti. D’altra parte ci possiamo ritenere fortunati perché pur vivendo in un piccolo paese godiamo di tutti i servizi, al momento estremamente necessari: abbiamo un negozio di alimentari, una macelleria, una farmacia e un tabacchino. Gli abitanti hanno risposto con responsabilità alle varie restrizioni mantenendo un un comportamento impeccabile in ogni situazione. In qualità di amministrazione comunale abbiamo attivato un centro operativo di supporto sul territorio ai vari gruppi di volontariato e alla protezione civile per i servizi a domicilio. Ho piacere di segnalare un gesto di solidarietà da parte di un privato il quale ha donato alla croce rossa un sanificatore all’ozono per l’autoambulanza. Siamo sottoposti ad un sforzo molto pesante perché rinunciare alla condivisione e ad uscire è un grande sacrificio, però è l’unica strada che dobbiamo perseguire per ottenere dei risultati e sconfiggere la pandemia».

La situazione di Pré-Saint-Didier con il sindaco Riccardo Piero Bieller. «Gli abitanti si stanno comportando egregiamente secondo le disposizioni impartite dal ministero: rispettano le regole e rimangono a casa. Non si evidenziano particolari gesti di solidarietà significativi. Come in tutti i comuni l’amministrazione si è mobilitata per supportare le persone particolarmente fragili in questo momento inoltre stiamo valutando in collaborazione con il Celva l’equa distribuzione dei trasferimenti pubblici a tutti i cittadini bisognosi. L’alta valle fortunatamente è meno colpita dalla pandemia e mi auguro che rimanga così. Spero che la prevenzione attuata in questo periodo ci permetta di ritornare al più presto alla vita sociale di qualche mese fa».

Avise con il sindaco Maria Romana Lyabel. «La situazione è sotto controllo: tutti rimangono a casa. Ai cittadini chiedo di seguire le regole, restare sereni e pensare positivo».

A Valgrisenche con il sindaco Riccardo Moret. «Le persone nel mio comune sono al momento tranquille e non manifestano particolare sofferenza causata dalle restrizioni poiché sono già abituati alla calma di alcuni periodi dell’anno quando i turisti lasciano il territorio. Pur vivendo al momento in un isola felice perché non abbiamo casi né di contagio né di isolamento, rimane comunque tra la gente il timore di ammalarsi. Il comune ha attivato un piccolo servizio per tutti coloro che sono impossibilitati agli spostamenti e offre la consegna domiciliare di pasti caldi e altre necessità. Si cerca di rimanere sempre in contatto con i cittadini per accogliere le loro richieste e per tenerli informati settimanalmente in merito alle varie disposizioni che riceviamo. Invito a pazientare ancora qualche settimana finché la situazione vada migliorando, spero che le attività riprendano gradualmente e mi auguro che supereremo questo momento con fede e speranza per ritornare tutti insieme alla normalità».

Daniel Perrin fotografa la situazione a Torgnon. «In questo periodo bisogna fare grandi sacrifici e rispettando le regole. Si i spera che la situazione migliori. I miei cittadini stanno rispondendo in maniera responsabile e si spostano dalle loro abitazioni unicamente per fare la spesa o per altre necessità non prorogabili. Pur avendo attivato in comune dei servizi assistenziali, ho riscontrato nel paese una catena di solidarietà. Nelle piccole comunità si rendono tutti disponibili nelle situazioni di emergenza pertanto ho potuto constatare che anche le persone che vivono sole sono supportate dai vicini . Invito tutti a seguire le regole di una buona igiene, di non avere delle riserve verso le persone risultate positive al Covid-19 poiché anche chi è asintomatico può essere portatore del virus pertanto in questo momento dobbiamo tutti mantenerci a debita distanza gli uni dagli altri».

Il sindaco Corrado Jordan per Saint-Rhemy-en-Bosses. «Non si evidenziano particolari problematiche: le persone al momento si comportano bene e seguono i vari decreti. È chiaro che vorremmo tutti fare a meno delle restrizioni, ma per contrastare l’epidemia dobbiamo seguirle con senso civico. Come è sempre stato consuetudine nelle piccole realtà montane, è tradizione collaborare tra vicini di casa e l’isolamento di questi giorni infatti fa riscoprire il senso di comunità tipico dei paesi alpini. E' una situazione surreale e per poter affrontare al meglio dobbiamo rispettare le regole per noi, per i nostri familiari, per gli anziani , i malati e maggiormente per tutte le persone che in questo momento sono in prima linea».

A Saint-Vincent con il sindaco Mario Borgio. «I servizi che abbiamo creato sono molto efficienti, abbiamo comunicato a tutti quali sono le modalità di accesso per fruire dell’assistenza. Rimane però il timore di non aver raggiunto tutte le persone più bisognose, quindi mi sento di fare un appello accorato a tutta la comunità di Saint-Vincent chiedendo di vigilare tra vicini e parenti e di rimanere in continuo contatto con i propri cari e, qualora se ne rendesse necessario, di avvisarci. Noi interverremo prontamente. In paese sono molte le persone che si offrono per il bene comune: tanti sono coloro che confezionano mascherine, altri invece si propongono per preparare i pasti, altri ancora si rendono disponibili a dialogare telefonicamente regalando un supporto morale alle persone prive di compagnia. I gruppi di volontari sono presenti sul territorio e si stanno adoperando per la comunità. Stiamo uniti, aiutiamoci l’un l’altro».

A Valtournenche con la vice sindaco Nicole Maquignaz. «Al momento non si avvisano particolari criticità, i cittadini di Valtournenche sono responsabili e rispettano i decreti. I nostri consiglieri a turno fanno il giro delle frazioni con un mezzo comunale per vigilare sul territorio. Poiché il materiale sanitario tardava ad arrivare, diverse persone hanno donato al comune delle mascherine e dei prodotti a base alcolica per l’igiene di buona qualità. Come amministrazione siamo al momento soddisfatti del nostro operato perché grazie alla collaborazione dei vari gruppi di volontariato locali, che hanno manifestato grande solidarietà, stiamo riuscendo a soddisfare le varie necessità dei nostri abitanti senza aver avuto bisogno di chiedere l’intervento della Protezione Civile e della Croce Rossa Italiana che in questo modo si possono concentrare in altre situazioni di maggiore emergenza. Un ringraziamento va a tutte le persone che in questo momento si stanno adoperando per la collettività, in particolare mi sento di esprimere un pensiero positivo a tutti i dipendenti dell’amministrazione comunale, ai vigili del fuoco e i volontari del soccorso che tutti insieme uniti e instancabili lavorano per il bene della comunità».



Clara Rossi

 

 

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