Anziani, sindacati contro l'esternalizzazione decisa dall'Unité Mont Emilius

Cgil, Cisl e Uil: 'decisione non è funzionale a salvaguardare il nostro sistema dei servizi alla persona'

 

Unité Mont EmiliusAOSTA. Cgil, Cisl e Uil esprimono la loro contrarietà alla recente decisione dell'Unité Mont Emilius di esternalizzare il servizio di assistenza domiciliare degli anziani nei dieci comuni del territorio. Secondo i sindacati la scelta unanime dei sindaci è basata su considerazioni "semplicistiche".

Nella delibera approvata questa settimana l'Unité evidenzia la carenza di operatori socio-sanitari e spiega che affidare ad esterni l'assistenza domiciliare permette una maggiore "funzionalità del servizio, in quanto i privati hanno una maggiore libertà di azione nelle assunzioni e nella gestione del personale, consentendo così una maggior flessibilità nell'erogazione del servizio che è proprio caratterizzato da richieste che iniziano e terminano con rapidità". Per i sindacati questo è "un concetto tutto da dimostrare" e anzi "l'immaginato vantaggio economico e organizzativo non è mai stato provato concretamente", tanto che molti precedenti tentativi di affidare il servizio ai privati "alla fine non si sono mai concretizzati".

Aggiungono i sindacati: "non si comprende inoltre come la scarsità di figure professionali quali le OSS risulti limitativo solo in ambito pubblico o piuttosto, come evidenziato in più circostanze e da più fonti, un limite di sistema". 

Le preoccupazioni sono rivolte anche al tipo di approccio impostato dall'Unité "che, su di un tema così importante come i servizi alla persona, non ci vedano coinvolte in un confronto". Nella delibera inoltre "non appare alcun riferimento al personale in servizio, di conseguenza non si comprende quale sia il loro destino".

Il giudizio conclusivo di Cgil, Cisl e Uil è che "in un momento in cui si parla tanto di riorganizzazione del sistema socio-sanitario e del welfare regionale" la volontà di "procedere, come in questo caso, tralasciando una visione più complessiva e generale dell'argomento, non sia funzionale a raggiungere l’obiettivo di salvaguardare il nostro sistema dei servizi alla persona".

 

 

Elena Giovinazzo

 

 

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