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Ristoratori: buoni i numeri per Natale e Capodanno. Mancano gli stranieri

Non bastano i numeri delle feste. C'è preoccupazione per il dopo


RistoranteRegistrano un buon andamento le prenotazioni per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno: lo confermano molti ristoratori della Valle che ci regalano qualche minuto prima della corsa al servizio. La gente ha voglia di festeggiare come si deve quest’anno e in un certo senso, recuperare il tempo passato. Ma c’è molta lucidità da parte dei titolari che, contenti in generale per l’andamento in potenza delle festività, guardano già preoccupati a ciò che succederà dopo le vacanze.

«Per Capodanno siamo pieni da un mese circa, così in anticipo non ci era mai capitato che prenotassero, siamo molto contenti», racconta la Trattoria Aldente di Aosta ed è una situazione confermata anche dalla Grotta Azzurra: «Per il pranzo di Natale siamo già pieni da dieci giorni, a Capodanno invece chiudiamo».

Grande soddisfazione anche a Cogne: «Siamo già al completo da molto - racconta Lou Ressignon - L’entusiasmo è grande e i nostri clienti sono soprattutto italiani, storicamente a Cogne è sempre stato così». Al completo per Natale e Capodanno anche il Bar à Fromage di Cogne che si dichiara «molto soddisfatto dell’inizio stagione».

Grande tranquillità è vissuta anche dalla Brasserie du Breithorn di Champoluc, grazie alla sala a metà sia a Natale che a Capodanno: «manca ancora qualche giorno ma siamo certi che arriveranno prenotazioni. E poi ci sono quelli che proveranno a pranzare o cenare il giorno stesso: le probabilità di riempire sono molto buone». Un sentimento condiviso anche dalla Trattoria dei Maestri di Gressan che è al completo per Capodanno mentre ha ancora qualche posto per Natale: «non abbiamo organizzato il pranzo di Natale, proponiamo il normale menu à la carte».

Lavorerà à la carte anche Il Borgo Antico di Aosta che rivela: «non abbiamo ancora aperto le prenotazioni, lo faremo a breve, ma crediamo che arriveranno». 

Champorcher sembra invece registrare un’affluenza più giovanile rispetto agli scorsi anni: «A Capodanno siamo pieni, ci sono molte famiglie ma anche molti più giovani rispetto agli anni scorsi. A Natale in generale non abbiamo mai lavorato moltissimo ma per ora le prenotazioni sono inferiori a quelle del 2019», racconta il Ristorante Mellier.

Non manca il sorriso nemmeno a Pila, dove il ristorante Yeti non esita nel suo «bene, molto bene! Siamo già al completo per Capodanno e per il pranzo di Natale, rimane qualche posto per la vigilia e la cena del 25. Siamo molto soddisfatti dell’andamento, soprattutto in confronto con lo scorso anno. Speriamo che non cambino i colori».

Una speranza questa condivisa da molti ristoratori che, pur rimanendo fiduciosi rispetto alle festività, nutrono preoccupazione per ciò che succederà dopo. In particolare è sentita come pericolosa la possibile mancanza degli stranieri legata alle restrizioni imposte dal super Green Pass.

È il caso de La Maison de Jean di Pila: «Sono convinta che prenoteranno tutti all’ultimo minuto perché la gente ha paura e non sa bene come muoversi. Siamo soddisfatti per questo inizio ma dopo le feste sarà un’incognita: gli stranieri non ci saranno e siamo sicuri del calo di fatturato. Dobbiamo accontentarci, va già bene rispetto allo scorso anno». 

«Da noi le prenotazioni sono consistenti - afferma il titolare del Cadran Solaire di Courmayeur - dal 26 dicembre al 6 gennaio siamo al completo per cena. La nostra posizione però fa molto, come anche il numero di clienti affezionati. Siamo però preoccupati per gli stranieri: dopo le festività il nostro ristorante lavora soprattutto con inglesi e francesi».

Anche il Foyer des guides di Valtournenche registra delle buone prenotazioni e continua a ricevere richieste, ma non nasconde la preoccupazione: «Abbiamo paura dei cambiamenti, del fatto che non lascino entrare stranieri e che gli svizzeri evitino l’Italia. La paura è soprattutto per il dopo vacanze, ed è una preoccupazione condivisa dagli albergatori e dai clienti stessi».

Mancano stranieri anche a Cervinia, dove la Maison De Saussurre svela: «chiamano solo italiani», mentre il ristorante Alpage ha ricevuto parecchie disdette da stranieri: «per fortuna noi generalmente lavoriamo con italiani».

Gli stessi timori sono percepiti a La Thuile. «L’inizio stagione è andato benissimo, per Capodanno prevediamo il pienone mentre Natale sarà più tranquillo, ma è sempre stato così. Siamo preoccupati per il dopo festività e per il vincolo del Super Green pass», afferma il ristorante La Lisse. E anche i colleghi de La Tata di La Thuile registrano la stessa situazione per Natale e Capodanno ma sottolineano: «ci sono troppe restrizioni, i clienti continuano a disdire e prenotano mettendo già le mani avanti».

Lo conferma anche il titolare di Saulle Re di Quart, che ad oggi ha ricevuto poche prenotazioni per le festività: «In molti stanno sentendo le ripercussioni dovute a causa del Green Pass rafforzato: molti stranieri degli alberghi con cui collaboriamo hanno disdetto per questo». «Per Capodanno abbiamo avuto moltissime richieste all’inizio e poi si è bloccato tutto. Forse i clienti sono sul chi va là per la situazione», racconta il ristorante Fuoripista di Courmayeur. Mentre un triste racconto dei tempi odierni è dato dall’Agriturismo Relais Des Reines di Champorcher: «per Natale avevo un grosso pranzo che mi riempiva la sala, ma hanno disdetto a causa di una quarantena preventiva. Per fortuna dopo Natale avremo tutto occupato e all’Immacolata abbiamo lavorato benissimo. È tutto un punto interrogativo per via soprattutto dei clienti che vengono dalle città. Speriamo di lavorare almeno nei weekend».



Veronica Pederzolli

 

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