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Sci, stagione 'nera' per il fondo. Avef: calo presenze anche del 30%

Fabrizio Lombard: È stata una stagione non così semplice, la carenza di neve ci ha penalizzati'

 

sci di fondo

Nelle speranze di molti la stagione invernale 2021-2022 doveva essere quella del rilancio dopo il 2020 da incubo, ma così non è stato per tutti. Dall'associazione degli enti della Valle d'Aosta che gestiscono le piste dello sci di fondo in particolare il bilancio generale della stagione ormai conclusa è persino peggiore di quella precedente.

L'Avef spiega: «I numeri della stagione non regalano particolari soddisfazioni ai gestori delle principali località della Valle d’Aosta. In linea generale si parla di un calo di presenze che raggiunge anche il 30%».

L'andamento è imputato a un principale motivo: la poca neve caduta. Per via delle scarse precipitazioni nevose le stazioni sciistiche valdostane sono dovute ricorrere all'innevamento artificiale e affrontare «costi sempre più alti, in primis dell'energia, per il funzionamento degli impianti di innevamento programmato, quest'anno indispensabili più che mai». 

In generale le stazioni hanno vissuto un andamento eterogeneo. Alcune piccole località hanno dovuto rinunciare del tutto all'apertura proprio a causa della mancanza di neve, mentre per la Val Ferret l'inverno è stato uno dei migliori. «Nessun record di presenze - precisa l'associazione dei gestori -, ma una buona affluenza per tutto il periodo invernale, grazie anche alla limitata chiusura della strada di accesso e a un buon innevamento».

Al presidente dell'Avef Fabrizio Lombard il compito di tirare le somme. «È stata una stagione non così semplice per il nostro settore, la carenza di neve ci ha penalizzati parecchio, inoltre l'aumento generale dei costi non ci ha certo agevolati - dice -. Alcuni gestori e scuole di sci hanno lavorato bene, altri non hanno neppure aperto. In linea generale l'inverno non è andato nel migliore dei modi. I risultati dello scorso anno, pur con tutte le difficoltà legate all'emergenza sanitaria, erano stati migliori».

 

 

Marco Camilli

 

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