La forte preoccupazione dei sindacati: terza riorganizzazione in 4 anni in un contesto già critico per il sistema sanitario valdostano

Le Funzioni pubbliche di Cgil e Uil esprimono «forte preoccupazione» per i nuovi tagli al personale della casa di riposo J.B. Festaz di Aosta.
«Il consiglio di amministrazione della Casa di riposo “J.B. Festaz” ha deliberato un'ulteriore riduzione di 7 unità di personale socio-assistenziale». La decisione, definita «grave», è stata riferita alle organizzazioni sindacali «tre giorni dopo la pubblicazione sull’Albo pretorio, senza alcun preventivo confronto».
Si tratta, osservano in una nota Fp Cgil e Fpl Uil, «della terza riorganizzazione in 4 anni, con una riduzione complessiva di circa 15 operatori socio-sanitari. Un taglio che si inserisce in un contesto già critico per il sistema sanitario valdostano, dove la carenza di personale nei servizi ospedalieri, territoriali e nelle strutture per anziani sta producendo ripercussioni sempre più evidenti sulla popolazione: tempi di attesa più lunghi, maggiore carico di lavoro per gli operatori, difficoltà nel garantire standard assistenziali adeguati e continuità delle cure».
Giovedì 26 febbraio si svolgerà un'assemblea del personale. «Ridurre ulteriormente il personale in una struttura che accoglie persone fragili - aggiungono i due sindacati - significa incidere direttamente sulla qualità dell’assistenza, aumentare il rischio di sovraccarico per chi resta in servizio e compromettere il benessere degli ospiti e delle loro famiglie. In una fase in cui l’invecchiamento della popolazione rende sempre più centrale il ruolo delle strutture residenziali, scelte di questo tipo rischiano di aggravare una situazione già delicata».
Diventa ora necessario «aprire una riflessione più ampia sullo stato del sistema sanitario e socio-assistenziale valdostano, investendo su assunzioni, stabilità occupazionale e qualità dei servizi, per evitare che le difficoltà organizzative si traducano in un progressivo indebolimento della tutela della salute e dell’assistenza alla cittadinanza», conclude la nota.
E.G.


