Valle d'Aosta, Bankitalia: incertezza e costi energetici bloccheranno la ripresa economica

Nel 2022 andamento positivo, ma alla fine dell'estate il clima di fiducia ha lasciato il posto alla preoccupazione per caro energia, difficoltà di approvvigionamento e incertezze sul conflitto in Ucraina

 

Banca d'Italia

L'economia della Valle d'Aosta nei primi mesi dell'anno si è mantenuta in crescita in continuità con quanto accaduto nella seconda metà del 2021. Per il 2023 le previsioni non sono altrettanto positive: il costo dell'energia, le difficoltà di approvvigionamento che colpiscono alcuni settori in modo particolare e in generale le incertezze legate al conflitto in Ucraina influirà in negativo. In questo contesto il Pnrr avrà un impatto positivo limitato. Sono le indicazioni che provengono dall'aggiornamento del rapporto della Banca d'Italia sull'economia della Valle d'Aosta presentato oggi.

Il rapporto conferma che almeno fino a settembre l'economia valdostana ha continuato a crescere. L'andamento positivo riguarda tutti i settori e in particolare quello trainante del turismo. Bene anche il settore delle costruzioni, la liquidità delle aziende risulta in miglioramento e anche sul fronte occupazionale la tendenza è in segno positivo. 

Il contesto positivo si è tradotto in un aumento dei consumi: Bankitalia segnala che nei primi sei mesi dell'anno i prestiti alle famiglie hanno segnato un'accelerazione, trainati sia dal credito al consumo sia dai mutui per l'acquisto di abitazioni, nonostante il rialzo dei tassi d’interesse. La crescita dei finanziamenti alle famiglie è proseguita anche nei mesi estivi.

In parallelo tuttavia il rapporto evidenzia le conseguenze degli aumenti delle bollette energetiche e le difficoltà di approvvigionamento di alcuni input produttivi si sono riflessi in modo negativo sulle aspettative a breve delle imprese. L'inverno preoccupa proprio per il costo dell'energia che incide sulla redditività delle aziende. Nel settore dell'edilizia pesa anche l'incertezza sugli incentivi fiscali come il superbonus.

«Il clima di fiducia degli operatori si è deteriorato dalla fine dell’estate», dice Bankitalia. «Il peggioramento del quadro previsionale riferito ai prossimi mesi - prosegue il rapporto - è solo in parte mitigato dalle aspettative legate all’impiego delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza».

 

 

Elena Giovinazzo

 

 

 

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