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È lite tra Union Valdôtaine e Rete Civica

Nell'anniversario della morte di Chanoux un comunicato stampa dell'UV sulla situazione politica in Regione provoca la reazione di Rete Civica

 

Consiglio regionale

AOSTA. È lite tra Union Valdôtaine e Rete Civica sulla situazione politica in Regione. Nell'anniversario della morte di Emilio Chanoux i due movimenti sono protagonisti di un scambio di comunicati stampa dai toni pesanti.

Con una nota il Mouvement ha ricordato la ricorrenza del 18 maggio parlando dei «problematici rapporti con il Governo centrale» e dell'Europa dei popoli, ma soprattutto commentando l'attuale situazione politica nella maggioranza in Regione con le dimissioni rassegnate da Minelli ed Erika Guichardaz dopo il voto sull'ospedale.

«Affinché si realizzi l'Europa dei popoli deve esserci, condivisione, deve esserci dialogo - si legge nella nota dell'UV - Il dialogo è alla base della democrazia e il confronto e la mediazione sono gli strumenti della politica. In questi mesi numerosi sono stati i confronti all'interno della maggioranza. A volte, con fatica, siamo riusciti a superare le divergenze, a volte le complicazioni sono state tali da metterci in seria difficoltà, ma abbiamo saputo superarle confrontandoci. Il rispetto per i propri valori, per le proprie idee, per i propri progetti è sacrosanto - continua la nota - e deve essere sostenuto e alimentato, e questo avviene presentando argomentazioni, studi, riflessioni. Un impegno difficile e faticoso, ma dovuto. Forse, per alcuni è più semplice, se contrariati, andarsene sbattendo la porta».

La risposta di Rete Civica (componente del Progetto Civico Progressista) è arrivato con un comunicato stampa dal titolo inequivocabile: «dialogo e ipocrisia».

«Spiace constatare - si legge nel comunicato di RC - che il Gruppo Consiliare dell'Union Valdôtaine usi l'anniversario della morte di Chanoux per una bassa polemica provando a mistificare una situazione politica dove ci sarebbero dei “dialoganti” (loro) e dei “contrariati” (gli altri) che sbattono la porta sottraendosi al confronto. Niente di più falso. In questi 7 mesi in nostri rappresentanti politici, in tutte le sedi, hanno continuamente e con ostinazione chiesto il confronto, esercitata la mediazione quando questo veniva concesso e fatto enormi sforzi per convinvere e adattare i nostri convincimenti a quelli degli altri. Delibere, atti, posizionamenti sono stati sottoposti a verifica per cercare una sintesi, anche se troppe volte questo processo è stato unidirezionale».

Rete Civica accusa: «ci sono dossier che sono fermi nelle commissioni da mesi e che non sono stati affrontati per mancanza di reale volontà. Diverse volte gli autonomisti hanno votato con la Lega in barba al dovere di dialogo e di sintesi nella maggioranza. Vogliamo ricordare le vicende legate alla leggina anti DPCM o quelle sulle discariche dove i consiglieri autonomisti si sono, per principio dichiarati contrari, ad esaminare una modifica legislativa che avrebbe evitato il pronunciamento della Consulta rifiutando in blocco - tranne il Presidente Lavévaz - di ascoltare ed esaminare le argomentazioni e le proposte? O i silenzi un po' complici sulle affermazioni pubbliche "in libertà" di alcuni consiglieri di maggioranza dirette ad attaccare PCP e i suoi rappresentanti? Vogliamo ricordare la richiesta avanzata a Gennaio 2021 di un confronto fra forze politiche per “dialogare” sui nodi irrisolti e sulle frizioni in maggioranza che è ancora oggi inevasa?».

«Con onestà intellettuale e meno arroganza i consiglieri di UV dovrebbero riconoscere i fatti e le loro responsabilità - conclude la nota - La verifica politica e programmatica fra le forze politiche, e non solo fra i consiglieri, che compongono l'attuale maggioranza non è più rinviabile».

 

 

Clara Rossi

 

 

 

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