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M5s, Adu, Area Democratica e Rete civica: una donna Presidente della Repubblica

Le quattro organizzazioni politiche sostengono l'idea di un presidente donna e «senza zone d'ombra»

 

Quirinale

In Italia è giunto il momento di avere una donna al Quirinale: lo affermano in una nota congiunta Area Democratica, Adu VdA, Movimento 5 stelle e Rete Civica. «Dopo oltre settanta anni di presidenze maschili», spiegano, questo è «il momento opportuno per dare finalmente un segnale forte e per fare in modo che l'articolo 51 della Costituzione, che afferma la parità di genere nell'accesso alle cariche pubbliche, trovi finalmente realizzazione nella carica più rappresentativa dello Stato italiano».

Le quattro organizzazioni politiche hanno discusso insieme dell'elezione della persona che succederà a Mattarella. «L'indicazione comune - spiegano - è di operare attivamente per l'elezione di una donna alla Presidenza della Repubblica, come richiesto anche dall'appello lanciato da Dacia Maraini e da tante donne della cultura e dello spettacolo. Una donna - aggiungono - custode della Costituzione antifascista, dell'unità del Paese e garante delle Istituzioni, comprese quelle locali, dei diritti della persona, del lavoro, della tutela dell’ambiente e del progetto d'integrazione europea. Autorevole per il percorso compiuto, senza zone d'ombra rispetto alle leggi della Repubblica».

Camera e Senato sono convocati il 24 gennaio per l'elezione del Capo dello Stato. La Valle d'Aosta deve ancora eleggere il suo delegato. Secondo Area Democratica, Adu VdA, Movimento 5 stelle e Rete Civica «prassi vuole» che il delegato sia un consigliere regionale, «ma questo non è un obbligo. Si può innovare, come suggerito autorevolmente anche da altre Regioni, e soprattutto va scelta una delegata. Un gesto molto significativo - concludono - in una Regione in cui finora la partecipazione politica delle donne è stata particolarmente compressa. Un segnale di discontinuità con il patriarcato e di vicinanza a quella parte di società che più di altre è stata colpita dalla crisi sanitaria ed economica».

 

 

Clara Rossi

 

 

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