Aosta, il ministro Lupi chiuderà la sesta Scuola per la democrazia

 

Il corso di formazione per giovani amministratori si concentrerà quest'anno sull'urbanistica di qualità e lo sviluppo locale

 

AOSTA. Il ministro Maurizio Lupi sarà uno degli ospiti di spicco della sesta edizione della Scuola per la democrazia che si terrà ad Aosta a fine novembre.

Il titolare del dicastero delle infrastrutture e dei trasporti chiuderà la tre giorni dedicata alla formazione politica degli amministratori italiani con meno di 35 anni in calendario da venerdì 28 a domenica 30.

"Urbanistica di qualità e sviluppo locale: nuove opportunità per i Comuni dalle recenti innovazioni legislative" è il tema scelto per questa edizione, presentata oggi e organizzata dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta insieme a Italiadecide e Ancigiovani.

«Il tema di quest'anno è particolarmente adatto al momento – ha evidenziato il presidente del Consiglio regionale Marco Viérin – e riflette un'esigenza che gli amministratori locali sentono particolarmente, ossia come coniugare l'urbanistica di qualità con lo sviluppo locale. L'alto numero di richieste pervenute da tutte Italia – oltre 200, con un aumento quindi del 300% rispetto allo scorso anno – ne sono buona testimonianza. Da sottolineare poi la scelta di valorizzare il territorio valdostano, organizzando una giornata di lavori al Forte di Bard», sabato 29.

A questa sesta edizione parteciperanno 55 giovani amministratori italiani e 20 valdostani. «Sono oltre 500 i ragazzi e le ragazze – ha detto il presidente di Italiadecide Luciano Violante – che hanno seguito il corso dal 2009: la Valle d'Aosta si conferma come luogo di formazione con una proiezione nazionale che non ha eguali e che soprattutto ha una continuità».A confermare la valenza dell'iniziativa anche le parole di Alex Foudon, coordinatore di Ancigiovane Valle d'Aosta, che ritiene l'appuntamento «un'esperienza preziosa, che permette ai giovani amministratori di alzare per un momento lo sguardo dai propri problemi locali per confrontarsi con altre realtà e condividere energia, entusiasmo e anche errori con altri giovani».Elena Giovinazzo

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