Trasferta a Roma, opposizioni a Testolin: «ci prenda meno in giro e dica la verità»

In Consiglio Valle scontro tra gruppi di minoranza e presidente della Regione dopo un viaggio a Roma per le concessioni idroelettriche

 Consiglio Valle

«Una grave mancanza di rispetto nei confronti dell’Istituzione Consiglio regionale e, soprattutto, della comunità valdostana, che hanno diritto ad essere informati su questioni di tale rilevanza». Così la minoranza bolla la mancata risposta oggi in Consiglio Valle del presidente della Regione, Renzo Testolin, alle richieste di chiarimento sulla trasferta a Roma dello stesso Testolin e del capogruppo UV Aurelio Marguerettaz.

Ciascuno dei sei gruppi di opposizione (Fratelli d'Italia, Lega Vallée d'Aoste, PD-Federalisti Progressisti, Alleanza Verdi e Sinistra, Renaissance Valdôtaine, Autonomisti di Centro) aveva presentato una interrogazione sulla questione, emersa dopo articoli di giornale che riportavano di un viaggio nella capitale del presidente della Regione e di Marguerettaz, quest'ultimo componente della Commissione Paritetica Stato-Regione. La trasferta pareva legata alla delicata questione delle concessioni idroelettriche, di cui si occupa proprio la Paritetica, e le iniziative della minoranza puntavano ad avere ragguagli sull'esito dei confronti romani.

Alle interrogazioni Testolin ha risposto riprendendo parti del programma di legislatura che rappresentano «il motivo per cui siamo scesi, e per cui continueremo a scendere, come assessori e come presidente, a Roma quando sarà utile». E aggiunto che «a tempo debito vedremo e valuteremo insieme se il lavoro svolto avrà dato i risultati attesi».

La risposta non ha chiaramente soddisfatto i gruppi di opposizione. «Il presidente della Regione non ha fornito alcuna risposta nel merito, limitandosi a leggere le prime quattro pagine del programma di legislatura, senza affrontare le questioni poste», accusano. «Un incontro del presidente della Regione e di un consigliere che è anche membro della Commissione paritetica con interlocutori romani non meglio precisati su temi strategici per il futuro della Valle d’Aosta, non può essere liquidato con superficialità e arroganza. I contenuti di tale incontro non possono essere taciuti ai valdostani».

In aula, il capogruppo PD-FP ha commentato così la risposta di Testolin: «Si fa un accordo partitico che condiziona i destini della Valle d’Aosta e non si sente il bisogno di rassicurare questa assemblea e i cittadini sulla sua attuazione. Il presidente ci racconta il programma di legislatura ma non risponde sul tema delle concessioni idroelettriche: poteva avere il coraggio di dire che è andato a Roma e non ha cavato un ragno dal buco».

«Davanti a una risposta del genere i valdostani hanno capito molto bene che si è andati a Roma senza ottenere nulla», l'intervento del capogruppo di AdC Marco Carrel.

Alberto Zucchi, capogruppo FdI: «Ci ha parlato di riservatezza, ma lei sa benissimo che senza un accordo con i partiti locali che compongono il governo nazionale certi dossier non potranno trovare un punto di caduta. Inoltre, nessuno dei punti da lei evidenziati è stato portato avanti, nonostante l'accordo fuffa che è stato sottoscritto con Forza Italia. Ci prenda meno in giro e ci dica la verità».

 


Marco Camilli

 

 

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