Voto unanime del Consiglio Valle per introdurre deroghe alla presenza di familiari o caregiver nei presidi e nelle strutture sanitarie per pazienti in particolari condizioni di fragilità
Con voto unanime il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha approvato giovedì una mozione per favorire la presenza di familiari accanto a pazienti in fin di vita o in condizioni di "elevata fragilità".
Il testo, proposto dai gruppi Lega VdA e La Renaissance, è stato emendato in accordo con la Giunta regionale e sottoscritto da tutti i gruppi. Impegna l'assessore alla Sanità a promuovere una verifica con Azienda Usl e Celva dei regolamenti e dei protocolli che definiscono orari di visita e presenza continuativa di un familiare nei pazienti nei presidi sanitari e nelle strutture regionale. L'obiettivo è introdurre anzitutto delle deroghe alle attuali regole per "pazienti in fase terminale, agitati, non comunicanti o in condizioni di fragilità elevata".
La mozione, ha spiegato il capogruppo leghista Andrea Manfrin, «nasce da una segnalazione che ci ha colpito: un anziano in condizioni critiche è stato lasciato solo durante la notte del decesso in Rsa, dopo un ricovero ospedaliero di diciotto giorni, senza la possibilità di avere accanto un familiare, nonostante evidenti necessità di supporto e fragilità. La situazione, purtroppo, non è isolata e riguarda anche altre Rsa regionali».
L'assessore alla Sanità Carlo Marzi ha aperto alla richiesta. «La presenza del familiare - ha detto - rappresenta un elemento fondamentale e prezioso di alleanza terapeutica nel percorso di cura e assistenza. Stiamo lavorando per uniformare ed estendere maggiormente la possibilità di accesso dei familiari. È infatti in corso una revisione delle modalità di accesso e assistenza nei presidi ospedalieri, compatibilmente con le diverse esigenze clinico-assistenziali legate alla tipologia di reparto e di ricovero».
La mozione approvata inoltre contiene l'impegno ad approvare entro 90 giorni un protocollo strutturato e valido a livello regionale per l'accesso e la presenza nelle strutture "di almeno un familiare/caregiver in casi documentati di criticità clinica o fine vita" e che contenga "obblighi chiari di comunicazione tempestiva e trasparente con i congiunti in caso di aggravamento delle condizioni".
C.R.




