Aggiornata la legge sull'Osservatorio regionale antimafia

Il nuovo testo approvato a larga maggioranza dal Consiglio Valle. Dubbi di AVS e PD: «organismo diventa più politico e meno tecnico»

 

Rafforzarne la rappresentatività e la rete territoriale, chiarire le funzioni e rendere più efficace il supporto tecnico, scientifico e metodologico alle attività: sono questi i tre obiettivi dichiarati della proposta di legge sull'Osservatorio regionale permanente antimafia approvata giovedì dal Consiglio Valle.

L'Osservatorio antimafia opera nell'ambito del Consiglio regionale della Valle d'Aosta e il provvedimento normativo approvato è stato proposto dall'ufficio di presidenza dell'assemblea regionale e modificato in fase di esame in Commissione.

L'aggiornamento delle funzioni dell'Osservatorio su fenomeni come il lavoro irregolare, il riciclaggio e la corruzione è una delle novità introdotte. Inoltre, in base al testo aggiornato, dell'Osservatorio fanno ora parte anche gli assessori regionali all'istruzione e alle politiche sociali e le associazioni ambientaliste. All'organismo è poi data la possibilità di richiedere consulenze e sottoscrivere protocolli con università e centri di ricerca, superando il Comitato tecnico quale organo stabile di affiancamento. Il testo prevede infine lo stanziamento di 30mila euro per il 2026 per attività di formazione, sensibilizzazione e supporto tecnico-scientifico e il rafforzamento dei collegamenti con gli organismi istituzionali di confronto in materia di legalità.

La proposta di legge è stata approvata a larga maggioranza e con 5 "no" dei gruppi PD-FP e AVS. Secondo Fulvio Centoz (PD-FP) la proposta presenta più problematiche, come il diritto di voto per gli assessori su atti regionali che «genera un conflitto strutturale» e l'accesso a consulenze esterne che «non garantisce adeguate tutele di indipendenza» in quanto sarà l'ufficio di presidenza del Consiglio Valle a deliberare su ogni consulenza.

Secondo il gruppo PD-FP «l'unica criticità della normativa vigente riguardava il riferimento ad Avviso Pubblico, l'associazione incaricata di individuare i componenti del Comitato tecnico: tale riferimento avrebbe potuto essere sostituito con una procedura di selezione pubblica, senza però eliminare il Comitato stesso».

Il parere di AVS è che la legge approvata trasformi l'Osservatorio antimafia in un organismo «più politico e meno tecnico. Non è il messaggio giusto in una fase in cui la prevenzione di infiltrazioni mafiose, corruzione e riciclaggio richiede competenze specifiche, maggiore autonomia dalla politica e un coinvolgimento più forte delle associazioni impegnate nella legalità e nella lotta alle mafie», ha osservato la capogruppo Chiara Minelli.

Il presidente del Consiglio Valle Stefano Aggravi ha spiegato: «Nella nuova definizione abbiamo analizzato le esperienze delle altre Regioni, adattando un modello consolidato alle esigenze della Valle d'Aosta. La scelta è stata quella di valorizzare l'Osservatorio come sede principale di analisi, proposta e coordinamento, superando la previsione del Comitato tecnico. Non abbiamo ritenuto necessario mantenere un organismo separato, preferendo investire nella costruzione di una struttura stabile all'interno del Consiglio Valle, capace di garantire nel tempo competenze, supporto tecnico e continuità d'azione».

 


Elena Giovinazzo

 

 

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