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La Buona Scuola in Aula: "Testo migliorato, impianto non cambia"

 

Sindacati pronti a protesta - Il Garante: illegittimo il blocco scrutini

renzi-lavagnaDopo Renzi alla lavagna, il discusso ddl Scuola sbarca alla Camera. È iniziata la discussione generale sul disegno di legge di riforma, con l'obiettivo di arrivare mercoledì prossimo al voto finale sul testo. La relatrice, Maria Coscia (Pd), ha rivendicato l'"ascolto" del mondo della scuola e i "miglioramenti" apportati al testo in commissione Cultura, "senza però mettere in discussione l'impianto del ddl che vuole dare finalmente piena attuazione dell'autonomia scolastica".

Quanto alle proteste, la deputata ridimensiona la polemica: "In gran parte non sono state nel merito" del provvedimento e si è parlato "senza conoscere il contenuto del testo di legge e il lavoro fatto in commissione". Coscia si è soffermata anche sul piano-assunzioni, uno dei punti più contestati: "Durante il lavoro in commissione - ha spiegato - abbiamo trovato una soluzione per gli idonei. Abbiamo poi previsto una modalità concorsuale per titoli che tiene conto del curriculum professionale". Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini commenta su Twitter l'avvio della discussione: "Oggi in aula Montecitorio per discussione generale sul ddl #labuonascuola che mette autonomia al centro e investe 3 mld su istruzione".

Ma fuori dai Palazzi, il fuoco delle proteste non è del tutto spento. I sindacati hanno giudicato insufficienti le modifiche apportate al ddl dalla Commissione e hanno ventilato ulteriori azioni di protesta, non escluso il blocco degli scrutini. Una eventualità su cui è intervenuto il presidente dell'Autorità di garanzia per gli scioperi, che ha invitato al dialogo: "Questo è il tempo della responsabilità. È necessario trovare un punto di convergenza per evitare che le proteste assumano forme eclatanti, con azioni illegittime che danneggerebbero soprattutto gli studenti e le loro famiglie" ha detto Roberto Alesse. Al momento – ha osservato – "non c'è alcuna comunicazione ufficiale di uno sciopero", ma "anzi, assisto ad incoraggianti segnali di disponibilità e di dialogo sia da parte del Governo, che da parte dei sindacati più responsabili". Ma – ha avvertito - in caso di blocco degli scrutini, il ricorso alla precettazione "sarebbe la via obbligata e doverosa per evitare la paralisi dei cicli conclusivi dei percorsi scolastici".

Ieri il presidente del Consiglio, inscenando una lezione alla lavagna (il video è postato sul sito del governo), con tanto di gessetti, ha illustrato gli articoli chiave del disegno di legge. "Sono proprio contento del fatto che finalmente la scuola è al centro della discussione. Non apprezzo i toni, le polemiche e i boicottaggi di chi non vuole far partecipare i ragazzi agli Invalsi ma è un bene che la scuola sia al centro" ha detto. "La scuola non è una delle questioni su cui si possono fare battaglie politiche. Discutiamo, parliamo, ma facciamolo sulle cose concrete, non sugli slogan ideologici". La riforma è stata oggetto di un confronto tra governo e sindacati per cercare un punto di incontro. "Sui punti qualificanti è chiaro che il governo non ha volontà di fare passi indietro", ha spiegato il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, spiegando che bisogna individuare "soluzioni che possano essere adottate senza scardinare l'impianto della riforma".

 

Clara Rossi

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