Immigrazione, Renzi: rifugiati restino, gli altri tornino a casa

 

Vertice Governo-Regioni-Comuni a Palazzo Chigi. Zaia: prefetti si ribellino. Maroni: incontro inutile

renzi-regioni"I richiedenti asilo si accolgono, i migranti economici vengano rimpatriati". E' questa, in sintesi, la "dottrina Renzi" in materia di immigrazione, esposta stamani dal presidente del Consiglio ai rappresentati dei Comuni e delle Regioni, nel corso del vertice che si è tenuto a Palazzo Chigi, prima della partenza del premier per Bruxelles al Consiglio Ue. Un vertice durato poco più di un'ora, che ha sostanzialmente ribadito la profonda differenza nell'approccio alla questione, da parte di amministratori di diversa provenienza politica. In particolare, come era prevedibile, le dichiarazioni più critiche sono giunte dai governatori leghisti: "Dall'incontro – ha detto il governatore veneto Luca Zaia - non è emerso nulla di nuovo e non sono venute fuori grandi novità: ci aspettavamo relazioni internazionali forti ma non c'è nulla di nuovo sotto il sole. Noi continuiamo a dire no a nuovi arrivi". Gli ha fatto eco il collega della Lombardia Roberto Maroni, per il quale "l'incontro con Renzi è stato assolutamente deludente e inutile: nessuna risposta concreta ai problemi. Continua il caos immigrazione. Il premier ha chiesto unità ma sono solo chiacchiere, io chiedo risposte concrete a piani concreti".

Prima di entrare a Palazzo Chigi, Zaia aveva detto che che "i prefetti devono ribellarsi, rispettare le istanze dei territori, rappresentare, nel mio caso, i veneti fino in fondo e non rispondere più al telefono al governo. Sull'immigrazione – ha proseguito - paghiamo l'incapacità di un governo che non si è accorto che nel 2012 aveva 13mila immigrati, 43mila nel 2013, 170mila nel 2014 e oggi 200mila. Per il governo erano presenti, oltre al presidente del Consiglio, il ministro dell'Interno Angelino Alfano, il responsabile delle politiche comunitarie Sandro Gozi, il sottosegretario De Vincenti e Gianclaudio Bressa. Per le Regioni sono presenti, tra gli altri, i governatori De Luca, Luca Zaia, Roberto Maroni, Enrico Rossi, Debora Serracchiani, Rosario Crocetta, Nicola Zingaretti, Toti.

Per i comuni, oltre al presidente dell'Anci Piero Fassino, ci sono i sindaci Giuliano Pisapia, Enzo Bianco, Leoluca Orlando e Matteo Biffoni. Parlando ai presenti, Renzi ha sottolineato che per il governo "gli immigrati in mezzo al mare si salvano, siamo orgogliosi e grati per quello che ha fatto l'Italia. Per il resto, ci vogliono soluzioni che rispondano a requisiti etici e criteri di ragionevolezza". Renzi ha riobaditio che "la Sicilia è la frontiera non solo d'Italia, ma di Europa". Leggermente più morbido dei colleghi leghisti il neogovernatore della Liguria Giovanni Toti: "Siamo qui - aveva detto prima del vertice - per ascoltare il piano b del governo: se sarà convincente bene, siamo ragionevoli. Diciamo cose di buon senso - ha aggiunto - e cioè che se non si risolve il problema a monte, difficilmente si troverà un accordo condiviso sulla spartizione delle presenze". Dopo l'incontro Toti ha però aggiunto che il governo non ha illustrato alcun piano B, mentre soddisfatta si è detta la governatrice del Friuli Venezia-Giulia Debora Serracchiani: "E' stato un incontro positivo e importante, prima del consiglio europeo. Il Paese deve mostrarsi unito. Il governo è più forte avendo avuto la disponibilità delle Regioni e dell'Anci a fare la propria parte, non c'è spazio per la demagogia: i governatori la mettano da parte". Per il governatore del Piemonte e presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino "servirebbe più spirito nazionale e meno spirito di parte". Renzi ha poi informato i presenti che un altro vertice si terrà tra 15 giorni.

 

Clara Rossi

Pin It
© 2020 Aostaoggi.it