Sostegno al reddito, parere favorevole in Commissione la nuova proposta di legge

 

550 euro per un massimo di otto mesi. Uvp, Alpe e M5s ritirano la firma: "è assistenzialismo"

commissione-affarigeneraliAOSTA. Sono arrivati oggi i pareri favorevoli delle Commissioni Affari generali e Servizi sociali del Consiglio Valle alla proposta di legge n. 42 sul sostegno al reddito e l'inclusione sociale. L'ok è stato dato a maggioranza al nuovo testo predisposto dalle Commissioni che ha superato le difficoltà legate alla compatibilità finanziaria.

La proposta prevede che a disoccupati e lavoratori autonomi in difficoltà economica possa essere erogato un aiuto economico che può raggiungere i 550 euro per cinque mesi eventualmente prorogabili a otto, fino quindi ad un massimo di 4.400 euro lordi. I requisiti richiesti per ottenerlo includono la residenza in Valle d'Aosta da almeno 36 mesi, un Isee non superiore a 6.000 euro, l'età (30 anni compiuti) e l'aver lavorato per un minimo di 365 giorni nei 5 anni antecedenti la presentazione della domanda. Lo stanziamento per il 2015 ammonta a 1,4 milioni di euro.

«Ci rendiamo conto che le aspettative della comunità sono più alte e che la legge non è perfetta - dice la relatrice Carmela Fontana (PD-SVdA) -, ma crediamo che, in un momento di crisi come questo, l'aver trovato risorse per 1,4 milioni di euro da destinare al reinserimento di chi ha perso il lavoro sia importante. Inoltre abbiamo incluso tra le categorie di lavoratori anche gli autonomi, con Partita Iva aperta, che si trovano in una situazione di disagio. È questo un segnale forte - aggiunge Fontana - che dimostra come la politica sia attenta alle difficoltà dei lavoratori e delle loro famiglie».

Il presidente della V Commissione, Claudio Restano (Uv), ha definito il testo «un punto di partenza che pone al centro l'inclusione sociale attraverso il reinserimento nel mercato del lavoro. Per l'accesso a tale misura, che è limitata nel tempo, vi deve infatti essere la disponibilità del soggetto ad accettare un'offerta di lavoro e partecipare a programmi di formazione e tirocini».

La proposta di legge è un'evoluzione del testo presentato a novembre 2014 dagli allora quattro gruppi di opposizione. La nuova proposta però non trova più il sostegno di Uvp, Alpe e M5s: i tre gruppi, "dopo un'attenta valutazione politica congiunta", hanno ritirato la firma dal provvedimento. "Il testo presentato questa mattina in Commissione - dicono - è stato snaturato e non risponde alla necessità primaria di ridare una prospettiva dignitosa a chi ha perso il lavoro". La norma, spiegano, doveva essere "promotrice di politiche attive" e non "un'ulteriore misura assistenzialistica, come invece è accaduto" e doveva essere discussa "nel dibattito sul bilancio 2016, in modo da avere una visione più generale e circostanziata sul reperimento dei fondi". "Evidentemente - concludono i tre gruppi -, a politiche di più ampio respiro si è preferito far prevalere le logiche partitiche del PD che ha fretta di dimostrare che il suo ingresso in maggioranza porta a risultati concreti".

 

Marco Camilli

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