Microcomunità, rabbia e preoccupazione delle lavoratrici per la riorganizzazione

 

Hotel des Etats gremito per un incontro con le forze di minoranza regionali

Incontro-operatricix350AOSTA. Volti tesi e atmosfera concitata lo scorso giovedì sera all'Hotel des Etats, sede di un incontro sulla riorganizzazione delle microcomunità valdostane che il Consiglio regionale sta discutendo organizzato da Patrizia Pradelli, consigliera comunale del M5s nonché operatrice del settore.

Dietro al tavolo i consiglieri della minoranza Roberto Cognetta del M5s, Elso Gerandin dell'Uvp e Patrizia Morelli dell'Alpe e di fronte a loro una folla di lavoratrici (e qualche lavoratore) in fermento per il futuro.

Numerose persone sono rimaste fuori dalla gremitissima sala per mancanza di posto. La preoccupazione è palpabile. Le operatrici delle microcomunità lamentano l'assenza del rinnovo contrattuale ormai da anni, uno stipendio che rimasto inalterato anche se il costo della vita cresce e un futuro che non più così sicuro come appariva fino a pochi anni fa. Spaventa soprattutto l'ipotesi di esternalizzazione del servizio, perché oltre alla qualità dell'assistenza fornita agli anziani c'è in ballo lo spessore di una busta paga e un possibile aggravio lavorativo.

La rabbia che emerge dal pubblico è per il paragone pubblico-privato: 115 euro ad anziano pagato dal pubblico contro i 93 del privato secondo i numeri forniti dall'assessore alla Sanità Fosson. «Chi non capisce la differenza che c'è tra i 93 euro del privato e 115 euro del pubblico vada a farsi un giro nelle realtà private. Già soltanto con il naso, entrando dalla porta, si capisce la differenza che c'è tra 115 e 93 euro» dice una voce tra il pubblico che strappa gli applausi della platea.

Altri applausi sono stati indirizzati anche a Gerandin quando ha parlato delle «600/700 persone, amministrativi escusi, dipendenti di comparto che hanno fatto un percorso pubblico ed a cui era stato promesso un salto di categoria mai avuto, che improssivamente vengono messe in discussione e non hanno più le tutele del comparto unico».

Incontro-operatricix350aForte il nervosismo per la sensazione che la politica abbia deciso di intervenire sulle microcomunità e non su altri comparti per il poco "peso" elettorale della categoria. E non sono nemmeno passate inosservate le risorse economiche che l'Amministrazione regionale è riuscita a trovare per alcuni progetti (Casinò e 4K alcuni degli esempi fatti durante l'incontro) e che invece potevano essere utilizzate per il sociale.

Dai consiglieri regionali è arrivata una riflessione su quanto detto in questi giorni in Commissione Servizi sociali e quanto sentito dire. «Lo stipendio che percepite nel 2016 arriva dagli avanzi di amministrazione dei Comuni. Questo vuol dire che qualcosa non funziona» ha affermato Gerandin, membro della Commissione che ha audito l'assessore Fosson sulla riorganizzazione.

Le ipotesi, hanno ricordato i consiglieri di opposizione, sono tre e includono la creazione di una società pubblico-privata, con capitale a maggioranza privata e presidenza pubblica, e l'esternalizzazione. «Una delle ipotesi per ridurre i costi è il discorso del minutaggio e degli standard - ha aggiunto Gerandin -. Questa è materia contrattuale, ma attenzione: da un discorso prettamente sociale, andare ad aumentare il minutaggio potrebbe non essere la scelta giusta». 

L'ipotesi prepensionamenti? «E' un grosso problema che può riguardare esclusivamente i lavoratori a cui mancano 4 anni». «Nulla è stato ancora deciso - ha poi precisato il consigliere dell'Uvp -. Ci hanno detto che si aprirà un tavolo con le organizzazioni sindacali sulla gestione  futura del sociale. La partita è ancora da giocare. Chiaramente il modello, in questo momento con le risorse attuali, è difficilmente sostenibile senza un processo di riorganizzazione, ma riorganizzare non significa cambiare datore di lavoro o azzerare la situazione attuale».

 

Marco Camilli

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