Aosta: microcomunità, fischi e insulti delle lavoratrici ai politici sotto Palazzo regionale

 

La contestazione dopo la fine dei lavori del Consiglio regionale. Alcuni evitano la protesta usando un'uscita secondaria

AOSTA. Finale di seduta concitato per il Consiglio regionale, ieri dopo le 20, con la dura contestazione delle lavoratrici delle microcomunità. Numerose le operatrici socio-sanitarie che in serata, dopo aver seguito la diretta del dibattito diffusa nel salone delle manifestazioni di Palazzo regionale, hanno atteso consiglieri e assessori e li hanno besagliati con fischi e insulti, tanto che alcuni hanno preferito defilarsi da Palazzo usando un'uscita secondaria.

Sotto gli occhi della Digos, le lavoratrici hanno contestato gli esponenti politici che poco prima avevano discusso in aula una proposta della minoranza che chiedeva di "sospendere ogni ipotesi in merito alla riorganizzazione dei servizi per gli anziani ed inabili, "abbandonare ogni ipotesi di modifica del contratto di lavoro attualmente in essere per il personale assunto nel settore" e "avviare con la quinta commissione e le organizzazioni sindacali un percorso di lavoro trasparente e condiviso che permetta di analizzare i dati e di formulare solo successivamente le proposte".

La proposta è stata respinta con 13 voti a favore di Uvp, Alpe e M5s e 20 astensioni. Il non voto di Uv, Sa e Pd-Svda è stato motivato dal presidente della Regione Augusto Rollandin - tra coloro che hanno evitato le lavoratrici e usato l'uscita secondaria - col fatto che "non esistono ipotesi di decisione da sospendere". Il presidente dell'esecutivo ha affermato inoltre che "non si è mai parlato di licenziamenti" e che "si è montato un caso sul nulla".

Durante il dibattito in aula il M5s ha accusato l'assessore Antonio Fosson (anche lui passato dall'uscita secondaria) di aver tenuto un "atteggiamento ondivago, annunciando decisioni e poi facendo retromarcia", ha affermato il consigliere Roberto Cognetta. "Sta accadendo l'ennesimo furto alle spalle dei più deboli, con un ricatto occupazionale nei confronti degli operatori: questo non è un bel modo di fare" ha aggiunto.

Per l'Uvp "minimizzare quanto successo è preoccupante: oggi, invece di tranquillizzare e dare certezze, si alimenta ancora di più la confusione fra gli operatori del settore. Questo - ha puntualizzato Elso Gerandin - è personale di comparto, che ha fatto regolari concorsi: che si venga a mettere in discussione la posizione di 700 persone rappresenta un passaggio folle".

Secondo Alpe la riforma delle microcomunità "sarebbe deflagrante per la Valle: forse siamo in tempo a contenere, a ragionare e a trovare delle soluzioni condivise. Il nostro sistema deve essere riformato - ha detto la consigliera Patrizia Morelli - ma vogliamo che il personale mantenga lo stesso trattamento contrattuale così come auspichiamo che sia garantita la qualità del servizio ai nostri anziani".

 

Marco Camilli

 

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