Supermaggioranza in Consiglio Valle, intervista al consigliere M5s Roberto Cognetta

 

«Un detto recita che in politica tutto è possibile e chi fa politica, a tutti i livelli, lo deve imparare bene»

AOSTA. Roberto Cognetta, consigliere regionale del Movimento 5 stelle, che fine di legislatura sarà? Era iniziata con una maggioranza che poteva contare su 1 solo consigliere in più rispetto all'opposizione e sembra che finirà con una minoranza di soli 2 consiglieri.
«Tutto questo sta accadendo per diversi motivi. La mia interpretazione personale è che secondo gli italiani, e ancora più per i valdostani, il lamento e l'opposizione vanno bene ma è molto più importante il governo. Se si vuole dimostrare di fare qualcosa bisogna essere al governo. Questa è una considerazione che fanno tantissimi valdostani. Va bene urlare, discutere e portare alla luce le magagne ma alla fine è il governo che decide e al governo bisogna andare per far vedere che ci sei. Questa situazione porta a ciò che sta accadendo ora. A noi (del M5s, ndr) non interessa il discorso di governare perché andrebbe cambiato tutto il sistema, tutta la classe politica e questa è una cosa che deve ancora maturare nella società, nella cultura delle persone degli elettori. Servirebbe molto più tempo di quello che abbiamo adesso».

Nel 2014 le opposizioni, tutte unite, riuscirono a mettere in crisi il governo. Cosa è cambiato in questi due anni? Perché la minoranza si è sgretolata?
«Un detto recita che in politica tutto è possibile e chi fa politica, a tutti i livelli, lo deve imparare bene. Restare coerenti è la cosa più difficile. Quando è finito il tentativo di spallata nel 2014, nella mia ingenuità pensavo di far passare l'estate e rinsaldare i ranghi della minoranza attaccando magari la Stella Alpina anziché l'Uv per dare una nuova spallata. Invece il fascino del governo ha colpito e tutti si sono messi a contrattare con chi è riuscito a restare in piedi. Da questo punto, piano piano, siamo arrivati alla situazione di oggi. I cittadini, e anche voi giornalisti, a volte dimenticate che la politica si fa per atti e che gli atti si votano e che sono i voti a contare. Le parole fanno parte dello show. Andate a rivedere i voti sui bilanci e su certe leggi: quando si vota una riforma dei Comuni, una legge elettorale o un bilancio o quando ci si astiene, questi sono segnali politici molto più importanti delle parole. I voti fanno capire dove è posizionata una forza politica. Nel 2014 i consiglieri del PD non votarono a favore del bilancio, però poi nel 2015 sono andati in maggioranza. All'epoca era il consigliere La Torre a presentare il bilancio in aula e disse al PD di votare a favore del bilancio. Loro rifiutarono, poi però a maggio hanno fatto insieme la lista per il Comune di Aosta. In altri casi invece l'Uvp ha votato o si è astenuta: anche su questo va fatto un ragionamento».

Attualmente si sta profilando una grande maggioranza, un governo di "salute pubblica" come lo ha definito Alpe. Quando un governo si blinda però sono sempre guai per il popolo, perché vuol dire che sta per partorire dei piccoli mostri. Quali saranno questi mostri?
«E' una domanda alla quale non vorrei rispondere perché tutte le volte in cui abbiamo anticipato qualcosa siamo passati per gufi. Non voglio fare previsioni. Ci sono grossi problemi economici, questo è vero; dovranno essere prese decisioni drastiche e lo dicono anche i consiglieri di maggioranza. Se esiste la convinzione che entrando tutti in maggioranza le cose verranno digerite meglio, buon per loro. Io non credo che l'espressione attuale del Consiglio regionale rispecchi quello che c'è sul territorio. Questo consiglio regionale non rappresenta più il volere popolare. Andando avanti per questa strada forse non cambierà nulla o forse alle prossime elezioni cambieranno tante cose, perchè due anni sono lunghi. Infine aggiungo una cosa: la Valle d'Aosta credo che non abbia bisogno di risparmi e di tagli, ma al contrario di una visione del futuro basata su dati reali e concreti e con una certa dose di immaginazione che va oltre le prossime elezioni. Noi invece ragioniamo solo su ciò che accade domani mattina».

Hai diffuso una lettera aperta rivolta alla Stella Alpina, prossima al congresso, che ha fatto imbufalire il movimento.
«Ho chiesto anche scusa nella lettera, ma non mi scuso di ciò che ho detto bensì del fatto che si siano arrabbiati. Ho espresso il mio pensiero e ho raccontato alcuni fatti. Mi dispiaceva non poter andare al congresso per motivi personali e far sfumare un'occasione quando invece poco tempo fa sono andato al congresso Uvp. Anche all'Uvp ho detto cosa pensavo e non sono rimasti contenti. Nei fatti l'Uvp rappresenta ancora l'opposizione, altri invece governano e lo fanno dal 2007. Ci raccontano che esistono ricette mirabolanti per risolvere il problemi della Valle d'Aosta: ma allora cosa aspettano a metterle in pratica? Non sembra una presa in giro? Se pure essendo in maggioranza non riesci a fare ciò che devi, allora forse quello non è il tuo posto. Se ti impunti solo quando si tratta di poltrone, non raccontare che vuoi cambiare la Valle d'Aosta per il bene dei valdostani, perché io non ci credo».
Guardando fuori dalla Valle d'Aosta, al Movimento 5 stelle di recente sono accadute molte cose importanti. Il movimento sta cambiando pelle, contenuti, strategia?
«Il M5s per un periodo è stato un uomo con la testa da bambino e adesso è giusto che cresca anche la testa e che diventiamo uomini fino in fondo. Se vogliamo governare l'Italia come ci siamo prefissi dobbiamo assolutamente crescere. Diventare uomini non è facile, bisogna rinunciare a tutta la fase dell'infanzia e dei grandi ideali per raggiungere un obiettivo più grande: far crescere la tua famiglia. Se poi diventerà un uomo buono o cattivo non lo so. Spero che diventi un uomo buono».
I più grandi errori si fanno nell'adolescenza. Se il Movimento 5 stelle sta diventando uomo, vuol dire che di errori ne avete fatti anche voi...
«Sicuramente».

 

Marco Camilli

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