Sconfitta PD alle elezioni, intervista al sindaco di Aosta Fulvio Centoz

 

Ai ballottaggi nelle grandi città il PD vince solo a Milano. Una giornata da dimenticare?

AOSTA. Tranne Milano, domenica scorsa nelle grandi città d'Italia al ballottaggio per il Partito Democratico è stata una giornata da dimenticare.
Sicuramente la giornata di voto non è stata positiva per il Partito Democratico, e sicuramente occorrerà ragionare a mente fredda su ciò che è successo, soprattutto a Torino e a Novara dove, nonostante le amministrazioni uscenti avessero comunque fatto un buon lavoro, non sono state riconfermate.

appendino-hometoA Torino le elezioni, dopo oltre un ventennio, vi vedono uscire sconfitti e lasciare il posto ad un sindaco del Movimento 5 stelle. Cosa non ha funzionato nella macchina organizzativa del PD ?
Non saprei cosa non ha funzionato anche perché non ero direttamente coinvolto nella campagna elettorale e, pur conoscendo bene Torino, non sono sufficientemente inserito per poter dare un giudizio specifico. Tuttavia le prime analisi evidenziano come il PD e nello specifico Fassino al ballottaggio hanno tenuto nel centro cittadino e nella zona collinare il tradizionale bacino di voti della borghesia mentre ha perso in tutta la zona periferica che ha preferito il M5S. Sintomo di un malessere diffuso che a seguito della crisi si è acuito e che oggi esprime la sua rabbia nei confronti di chi governa

Per il PD avere un segretario politico ed un Premier nella stessa persona non è di fatto vedere un partito "zoppo" e troppo personalizzato?
No non credo. In tutte le democrazie occidentali il leader del partito che vince le elezioni ha l'onere di formare un governo. E' così in Spagna, Francia o Inghilterra. Che ci siano dei problemi sull'organizzazione del partito è possibile (anche se il M5S si sta rivelando essere un competitor pur non avendo una struttura partitica come il PD e i partiti del '900), ma il fatto che ci sia questa coincidenza è secondo me un punto di forza e non di debolezza. D'altronde Renzi ha vinto le primarie del PD e, forte di una maggioranza schiacciante nel partito, ha potuto prendere in mano il Governo pur non essendo parlamentare.

Il M5s a Roma e a Torino ha fatto il pieno dei voti nelle periferie avvicinando i poveri e gli emarginati. Il PD, partito di sinistra, ha dimenticato di essere un partito del popolo per trasformarsi sempre più in un partito di governo, troppo vicino alle banche e ai poteri forti?
Su questo bisognerà fare una attenta analisi. Che il M5S abbia raggiunto più facilmente le periferie e quella parte di società che soffre anche a causa della crisi economica è indubbiamente vero. Che sappiano dare una risposta poi a questa richiesta è tutto da dimostrare e da verificare. Governare in questo periodo storico città con problemi e difficoltà economiche è molto difficile e le risposte ormai non possono che essere in Europa e non nei singoli Stati Nazionali. Anche qui, però, la rabbia e la protesta è più forte della costruzione e dell'inclusione. Essere riformisti oggi è difficile perché, in fin dei conti, nessuno in realtà vuole le riforme ma ognuno cerca di mantenere il suo piccolo orticello e i movimenti che parlano alla pancia della gente più facilmente trovano consenso. Poi, però, le risposte bisogna darle.
Auspica un cambiamento e se si in quale direzione?
Auspico che il dibattito politico torni a parlare di ciò che interessa la gente, con il superamento di quella stagione nella quale si delegittima l'avversario. Si può stare su posizioni diverse anche rispettandosi perché poi ci sono necessariamente delle scelte dolorose da fare e senza un coinvolgimento largo si rischia la paralisi e l'implosione del sistema.

 

Marco Camilli

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