L'associazione accusa: il governo regionale come Trump, rappresenta una realtà dei fatti non rispondente alla documentazione
"Ripartire dalle Cime Bianche" chiede di interrompere l'iter del progetto di collegamento funiviario nel vallone di Cime Bianche.
L'associazione solleva delle criticità nella procedura del DocFap, il Documento di fattibilità delle alternative progettuali, e in particolare la mancata pubblicazione integrale della documentazione riferita all'opera. È «inspiegabile e inaccettabile che, a distanza di un anno dalla sua approvazione, l'atto deliberativo delle società Monterosa S.p.A. e Cervino S.p.A., con i relativi allegati tecnici, non sia tuttora accessibile», osserva l'associazione.
Il DocFap è previsto per «verificare in modo oggettivo il bisogno pubblico di un'opera» e «per evitare decisioni assunte a priori. Esso costituisce atto amministrativo presupposto e parte integrante del procedimento decisionale e rientra pertanto tra gli atti soggetti a pubblicità e accesso». L'associazione contesta il fatto che la documentazione non sia ancora disponibile, nonostante le dichiarazioni. «Il Governo regionale, tramite l’Assessore competente, ha affermato che il DocFap sarebbe stato reso disponibile, previa richiesta di credenziali, sui siti delle due società a partire dal 10 maggio 2025 e che 208 persone ne avrebbero preso visione. Tali affermazioni non trovano riscontro: l’accesso citato riguarda esclusivamente gli studi preliminari e propedeutici, resi disponibili dopo reiterate richieste a partire dal maggio 2023, senza alcuna nuova indicazione che essi costituiscano il DocFap».
"Ripartire dalle Cime Bianche" ritiene anche che, nonostante una procedura che dovrebbe promuovere il confronto tra più soluzioni, la documentazione «preconizza a priori la scelta funiviaria e, fra gli altri, non offre una valutazione aggiornata dei costi, l’opzione zero è richiamata solo formalmente ed è monca della valutazione preliminare di compatibilità normativa con il D.M. 17 ottobre 2007 (misure minime di conservazione ZSC/ZPS)».
Sul progetto funiviario viene «rappresentata una realtà dei fatti non rispondente alla documentazione disponibile: una narrazione che richiama la stagione dei “fatti alternativi” cara a Donald Trump», commenta ancora l'associazione.
C.R.




