E' lite tra l'Union Valdotaine e Emily Rini sul mancato versamento di 10.000 euro

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Erik LavevazAOSTA. L'Union Valdôtaine chiede 10.000 euro a Emily Rini: la ex consigliera del mouvement, attuale presidente del Consiglio regionale, non avrebbe infatti versato quanto dovuto in qualità di candidata eletta con la lista del Mouvement.

L'UV ha avviato un procedimento per recuperare la somma che ritiene dovuta e nei giorni scorsi ha notificato la richiesta del pagamento della somma.

Rini era stata eletta alle elezioni regionali dello scorso anno nella lista unionista e dopo un mese aveva abbandonato il movimento. Oggi è coordinatrice di Forza Italia in Valle d'Aosta.


Emily RiniRini: operazione squallida

Piccata la risposta di Rini alla richiesta del suo ex movimento: "pensavo di meritare un po' più di rispetto dal movimento", afferma accusando l'UV di aver avviato una "un'operazione squallida, che sa tanto di ritorsione". 

"Negli anni in cui ho rappresentato l'UV in Consiglio regionale, ho versato oltre 100 mila euro nelle sue casse, oltre alle spese per le campagne elettorali", aggiunge Rini, e poi spiega: "nel maggio scorso avevo risposto al movimento, dichiarando che intendevo continuare a farlo, versando già all'epoca una quota, ma a seguito del procedimento della Corte dei Conti mi sono ritrovata ad avere il mio conto corrente e tutti i miei beni bloccati e quindi non utilizzabili. Tale procedimento è nato da un voto che avevo espresso in Consiglio regionale in quanto unionista, per questo avevo chiesto la cortesia di attendere la definizione del giudizio".

Rini passa poi al contrattacco: "mi piacerebbe sapere se questo provvedimento sia stato recapitato soltanto a me o anche agli altri colleghi attuali e delle scorse legislature - eletti nelle fila dell'UV - che non versano o che non hanno versato regolarmente al movimento. Per ulteriore chiarezza, occorre sottolineare che stiamo parlando di versamenti su base volontaria".

"Inoltre - accusa infine Rini -, sarebbe interessante sapere come mai tra i contributori dell'UV - come si può facilmente verificare in rete - risultino presidenti e amministratori nominati nelle società partecipate regionali, circostanza probabilmente lecita ma quantomeno inopportuna e anomala".

 

La replica dell'UV

Il Mouvement a sua volta replica a Rini e spiega: "l'accordo sottoscritto nel maggio 2018 è un'eccezione che è stata concessa solo a Rini (altri candidati avevano una parte dell'indennità bloccata ma avevano onorato gli impegni precedenti) proprio per venirle incontro, a seguito delle note vicende della Corte dei Conti, e permetterle di essere candidata nella lista dell'Union Valdôtaine".

Prosegue l'UV: "A questo scopo non si è preteso che la posizione venisse regolarizzata prima della candidatura, come prevede il nostro statuto, ma si è accettato, in via del tutto eccezionale, un impegno a saldare il debito in seguito, con un accordo sottoscritto davanti ad un notaio".

Per l'UV "dopo quasi due anni, dopo che il Movimento ha tentato la via bonaria, con proposta di rateizzazioni, senza risultato, si è deciso che era ormai un preciso dovere del Comité Fédéral far valere i diritti del movimento per via formale, per rispetto del Movimento stesso e di tutti i suoi iscritti e amministratori che onorano gli impegni assunti. Può essere questa ritenuta una vile ritorsione?"

 

 

 

Marco Camilli

 

 

 

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