Coronavirus, mascherine: tra psicosi e disinformazione esaurite le scorte


FarmaciaAOSTA. A quattro giorni dalla pubblicazione del primo articolo sul forte aumento delle vendite di mascherine, Aostaoggi.it ha intervistato una trentina di farmacie su tutto il territorio regionale per fotografare l'attuale situazione. Questo ampio campione di rivenditori situato nelle località più frequentate ed in quelle meno centrali confermano che questi prodotti sono andati esauriti praticamente ovunque.

Le vendite hanno subito un aumento specialmente nell'ultimo periodo. Tanti e diversi i motivi dell'acquisto. Alcuni non sono strettamente legati alla paura del Coronavirus: ci sono anche genitori che vogliono limitare il rischio di contagio dell'influenza stagionale con i figli. Alcuni farmacisti sottolineano anche che in inverno la vendita di questo prodotto è più alta anche perché per esempio gli sciatori usano questo tipo di protezione quando si occupano della manutenzione degli sci. Quest'anno tuttavia le vendite sono insolitamente alte e quasi tutte farmacie contattate segnalano l'impossibilità di ricevere nuove mascherine in tempi brevi. Le aziende fornitrici a loro volta hanno difficoltà a reperire gli articoli.

Ad Aosta solo due delle nove farmacie intervistate riferiscono di avere ancora qualche mascherina in negozio. Il picco di vendite c'è stato nel periodo del grande afflusso turistico e della Fiera di Sant'Orso e gli acquisti sono stati fatti prevalentemente dai turisti. Quando arriveranno i rifornimenti? La risposta più frequente è: «non si sa». 

Nella plaine la situazione è la stessa. Le farmacie hanno svuotato scaffali e magazzino arrivando a vendere anche 250 pezzi nell'arco di 10 giorni a turisti, in qualche caso a cittadini cinesi ed anche a persone che si preparavano per viaggiare fuori dai confini nazionali e volevano trovarsi preparate. Vista la situazione ci sono anche farmacisti che si sono organizzati per distribuire materiale informativo ai clienti per fugare dubbi e paure.

Identico il quadro nel resto della regione, dall'alta alla bassa Valle. Le scorte sono andate esaurite nell'arco di una o due settimane e le aziende fornitrici non sono in grado di indicare una tempistica per i rifornimenti. In un caso la farmacia segnala un aumento dei costi: il rifornitore, in questo periodo di grande domanda, ha raddoppiato il prezzo normalmente applicato.

 

 

Marco Camilli

 

 

 

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