Pandemia e informazione, scontro tra il commissario Usl e i giornalisti valdostani

 

Angelo PescarmonaAOSTA. Il 2020 in Valle d'Aosta si è chiuso con uno scontro piuttosto aspro tra il commissario dell'Usl VdA, Angelo Pescarmona, e l'Ordine del giornalisti insieme all'Associazione Stampa Valdostana. Argomento della querelle: il rapporto tra l'azienda sanitario e i mezzi di informazione.

Tutto è nato dalla conferenza stampa di fine anno del commissario dell'Usl. Replicando agli appunti dei giornalisti sulla difficoltà ad ottenere informazioni chiare dall'azienda sanitaria su argomenti riguardanti la situazione pandemica, Pescarmona ha accusato i giornalisti di fare giornalismo scandalistico e di denigrare l'operato dell'Usl.

La replica dell'Ordine dei giornalisti non si è fatta attendere. L'accusa di Pescarmona "è particolarmente grave perché lede l'onorabilità di tutta la categoria senza peraltro mettere in chiaro di chi e di cosa si tratti", si legge in una nota del Consiglio direttivo dell'Ordine. "Questo atteggiamento risulta ancora più grave se, nell'attuale situazione pandemica, con le proprie azioni si contribuisce a ridurre il flusso informativo, invece di semplificarlo e rendere espliciti contenuti già di per sé complessi".

Ancora l'Ordine del giornalisti: "la vecchia e frusta tecnica di sparare nel mucchio non risponde a nessun sano principio informativo poiché accomuna tutti i giornalisti in accuse generiche e non circostanziate, non chiarisce i termini dei problemi né la loro dimensione né, tantomeno, individua delle soluzioni". "A tutt'oggi", prosegue l'Ordine, "non ci è giunta alcuna segnalazione da parte dell'Usl in merito alla diffusione di notizie non veritiere da parte di nostri iscritti. Per questo l'Ordine dei Giornalisti della Valle d'Aosta invita il dott. Pescarmona ad una collaborazione con i giornalisti e non cercare lo scontro la cui unica vittima sarebbe l'informazione che spetta di diritto ai cittadini".

Anche più duro il commento di Asva. "Abbiamo finalmente capito qual è il vero problema che pesa sulla regione che da mesi è ai vertici della triste classifica dei morti per Covid-19 pro capite e in quella dei contagiati per numero di abitanti: i giornalisti. La colpa è tutta dei giornalisti", si legge nella nota del sindacato unitario dei giornalisti.

"La goccia che ha fatto traboccare la rabbia di Pescarmona, conducendolo ad un attacco scomposto verso tutto il mondo dell'informazione valdostana - prosegue l'Asva -, è stata, a quanto pare, la modalità con cui è stata trattata dai giornalisti quella «inezia» (parole sue) dei falsi positivi. Certo: il commissario, qualche ora dopo, forse rendendosi conto di averla sparata un po' grossa, si è parzialmente corretto", ma "Pescarmona durante la conferenza stampa è sembrato molto convinto nel sostenere che «se l'attività dell'Usl VdA in un anno vale 10.000, questo episodio vale 0,01». Non sta a noi giudicare. Ed è proprio questo che pare sfuggire al commissario e ai vertici dell'azienda. I giornalisti non giudicano: raccontano fatti e li riportano ai cittadini. Fanno una fotografia della realtà. A volte la fotografia viene bene, a volte meno. Ma non possiamo accettare - conclude il sindacato - che Pescarmona o chi per lui tenti di intaccare il diritto-dovere di cronaca decidendo in maniera arbitraria cosa dovremmo o non dovremmo pubblicare".

 

 

redazione

 

 

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