Sci, firmata l'ordinanza: stop fino al 5 marzo. Insorgono Regioni e operatori economici

Il governo della Valle d'Aosta esprime 'vivo disappunto per la mancanza di serietà'. I maestri di sci: 'abbandonati e umiliati'

 

CerviniaAOSTA. Ancora una volta lo sci spera fino all'ultimo, ma alla fine deve arrendersi: non ci sarà alcuna riapertura né oggi né nei prossimi giorni. All'ultimo momento il Governo Draghi ha prorogato la chiusura degli impianti di risalita facendo insorgere Regioni e operatori economici.

Speranza firma lo stop alle attività sciistiche

Il comunicato stampa che mette la pietra tombale sulle speranze di comprensori sciistici e attività arriva domenica sera, poche ore prima della sperata riapertura. "Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un provvedimento che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo 2021, data di scadenza del DPCM 14 gennaio 2021", si legge.

L'ordinanza si basa sulle comunicazioni dell'Iss sulla diffusione della variante inglese che "rappresenta una percentuale media del 17,8% sul numero totale dei contagi" e sull'allarme del Comitato Tecnico Scientifico che anche per le regioni gialle sconsiglia "ulteriori rilasci delle misure contenitive vigenti, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale".

"Il Governo si impegna a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori", annuncia in chiusura il comunicato.

Governo Valle d'Aosta: mancanza di serietà

La reazione delle Regioni all'annuncio è stata immediata. "Per l'economia delle Regioni è una mazzata all'ultimo secondo", dice il coordinatore della commissione speciale Turismo ed Industria alberghiera della Conferenza delle Regioni, Daniele D'Amario.

Per quanto riguarda la Valle d'Aosta il governo regionale "prendendo atto della decisione del Ministro Speranza di fare slittare l'apertura degli impianti, esprime il proprio vivo disappunto per la mancanza di serietà nei confronti di chi vive e di chi lavora in montagna. Il Presidente della Regione Erik Lavevaz - prosegue lo scritto - porterà al tavolo della conferenza Stato / Regioni lo sconcerto di tutta la comunità valdostana per la decisione relativa all'apertura dei comprensori, sottolineando che le stazioni si sono preparate e hanno messo a punto con impegno tutte le azioni volte al rispetto dei protocolli".

La giunta regionale critica "la distanza e la mancanza di collaborazione e di comunicazione tra il governo centrale e le realtà territoriali. La decisione di Speranza per realtà come quella valdostana, che con grandi sforzi e sacrifici è riuscita a mantenere sotto controllo la diffusione del virus, è un atto sconsiderato che lede ancora di più un sistema economico che da mesi sta soffrendo comportamenti ondivaghi, intempestivi e dalle gravi conseguenze sul tessuto economico e sociale".

La rabbia dei maestri di sci

L'annuncio di compensazioni economiche non basta a evitare le reazioni degli operatori economici preoccupati per una stagione mai iniziata e stremati da un tira e molla senza fine. 

"Ancora una volta - accusa Beppe Cuc - i maestri di sci italiani e la montagna nel suo complesso sono stati abbandonati e umiliati da una comunicazione tardiva, che non ha rispetto per il lavoro di tante persone che in questi giorni si sono adoperati per una riapertura in sicurezza, investendo denaro e sacrifici".

"Per i maestri di sci italiani - aggiunge il presidente del collegio nazionale - il rispetto per le cose e le persone rappresentano la luce guida ed è proprio questo a essere inesorabilmente e tristemente mancato. La montagna merita rispetto e serietà. Ora ci aspettiamo un concreto e immediato impegno per ristorare la categoria, tenendo conto di questo ultimo umiliante schiaffo".

Gli enti locali: sancita la morte della montagna

"Questo nuovo stop allo sci, annunciato dal Ministro Speranza, sancisce la morte della montagna senza avere il coraggio di dirlo con chiarezza", dichiara il presidente degli enti locali della Valle d'Aosta, Franco Manes. " "Ora devono arrivare quanto prima dei ristori che compensino la perdita incredibile che hanno subito i territori in questa stagione invernale mai iniziata".

"Il nuovo Presidente del Consiglio ha annunciato le priorità del Governo: la montagna deve avere centralità nel contesto della ripresa economica", aggiunge Manes.

 

 

Elena Giovinazzo

 

 

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