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Valle d'Aosta, l'omertà istituzionalizzata


Marco CamilliAOSTA. Dopo aver pubblicato su Aostaoggi.it l'articolo "Valle d'Aosta, l'ombra della mafia raggiunge anche le vaccinazioni. E la politica tace" ho provato a sollecitare commenti di alcuni consiglieri regionali attuali e passati. Il risultato: tutti hanno rifiutato di commentare la richiesta della Commissione parlamentare antimafia di avere gli elenchi dei tanti vaccinati contro il Covid-19 sotto la voce "altri". Solo questa mattina, inaspettatamente, uno di questi personaggi mi ha inviato un suo interessante commento in cui parlava di incapacità, incompetenza e molto altro. Ho chiesto, per correttezza, la conferma per poterlo pubblicare: con sorpresa ricevo risposta negativa. Niente consenso. In seguito questo personaggio ha cancellato il commento.

Non ho ben compreso le motivazioni, ci mancava che mi scrivesse "ho famiglia". 

Cosa c'è dietro tutto questo al momento non lo sappiamo. Ieri Fratelli d'Italia ha chiesto ad ogni consigliere regionale di chiarire se loro in prima persona, oppure loro parenti, hanno saltato la fila delle vaccinazioni. Ottima domanda e chissà se mai avremo risposte.

Certo la Commissione antimafia, se mai avrà la lista autentica dei possibili "furbetti" del vaccino, potrebbe rispondere a questa domanda. E allora gli eventuali consiglieri regionali dovranno spiegarci il perchè di questo abuso di potere.

Finora su questo aspetto c'è un assordante silenzio che alimenta i dubbi. Se tutti fossero innocenti, perché non dirlo? In un difficile periodo come questo i dubbi diventano gli elementi scatenanti della rabbia. E la rabbia è una brutta bestia. Siamo sulle pendici di un vulcano che sta per esplodere e nel consiglio regionale si discutono di progetti al momento inutili o irrealizzabili. Hanno impedito ad aostaoggi.it dopo venti anni di partecipare alle conferenze stampa in presenza per evitare le nostre domande. Bene, ma non possono imbavagliare tutto il popolo valdostano o incantarlo con promesse del forse, del quando, del mai.

 

Marco Camilli


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